3 Dec 2008, 2:24pm
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  • Un modello di cambiamento nei servizi socio sanitari (2/2)

    Oggi, per dovere di completezza pubblico la seconda parte dell’articolo riguardo le terapie innovative proposte dal Dottor MIchele Scala, il quale giustamente mi ha fatto notare che molte persone potrebbero trovarlo lungo e “difficile”perchè tecnico. Si è quindi offerto di fare un sunto un pochino più semplice per poter rendere perfettemante comprensibile a tutti quanto sia innovativo l’approccio che viene usato e quali ottimi risultati si staino raggiungendo. A breve quindi una riduzione e un commento del Dottor Scala al proprio lavoro. Approfitto inoltre di queste righe per anticiparvi che in questi giorni è in via di definizione una legge regionale che abbiamo fortemente voluto in III e IV Commissione in materia di lavoro. Anche in questo caso entro la prossima settimana(spero anche prima) voglio potervi dare notizie certe e dettagliate.

    (continua articolo da ieri)

    Strategie

    Nel paragrafo seguente si illustrano le strategie elaborate e attuate dall’équipe degli operatori per perseguire l’obiettivo dell’intervento. Si esporrà ogni strategia attraverso uno stralcio di testo che riporta lo scambio interattivo avvenuto; esso rappresenta, perciò, un’azione specifica che l’operatore ha attuato nello specifico contesto interattivo. La strategia, infatti, indica “come” agire laddove l’azione rappresenta il “cosa” fare per attuare la strategia stessa. Non ci si propone, perciò, di essere esaustivi riguardo a cosa si è fatto, quanto analizzare come si è agito a prescindere dalle singole situazioni rispetto alle quali l’operatore esercita la propria competenza per attuare azioni concrete.

    Si illustrerà, in primo luogo, la diagnosi narrativa (T0) volta a rilevare i processi interattivi intorno ad un adolescente (A.) utente dei servizi sociali; sulla base di tale diagnosi l’équipe ha poi elaborato le strategie d’intervento, esposte in T1. Infine, si illustrano i risultati ottenuti (vedi T2 in tab 10-11).

    L’obiettivo dell’équipe degli operatori, interferire nei pro more »

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    2 Dec 2008, 2:31pm
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  • Un modello di cambiamento nei servizi socio-sanitari (1/2)

    Oggi e per alcuni giorni pubblicherò del materiale fattomi pervenire dal Dottor Michele Scala i cui innovativi approcci, soprattutto ai giovani e giovanissimi con problemi hanno destato molta curiosità.

    Oggi la prima parte dell’articolo.

    da:Psicologia Psicoterapia e Salute, 2006, Vol. 12, No. 2, 55 – 79.

    Un modello operativo di cambiamento nei servizi socio-sanitari

    di Michele Scala, Sandro Niro, Silvia Volpato, Angelo Tesi, Andrea Perno, Rachele Sabatini, Sara Nardini, Monia Rigato, Monica Romenghi, Veronica Neglia, Cecilia Galligani1

    Il presente articolo descrive un modello operativo d’intervento attuato dall’ équipe educativa per minori della cooperativa Alia di Villafranca Padovana che opera in una struttura di accoglienza dell’ente S.P.E.S. (Servizi alla Persona Educativi e Sociali) di Padova. Il lavoro svolto dall’équipe è stato indirizzato a promuovere e porre le condizioni per il generarsi di nuovi discorsi sugli utenti nei diversi contesti, in modo da offrire immagini diverse agli occhi dei ragazzi stessi e dei loro interagenti. Creare nuovi discorsi significa far acquisire ai minori nuovi repertori narrativi, ossia nuove modalità di collocazione, descrizione e di autodefinizione.

    Introduzione

    Nel presente paragrafo si illustrano gli assunti epistemologici che definiscono l’oggetto dell’intervento e che consentono di inquadrare la metodologia adottata dall’équipe operativa.

    Dal punto di vista epistemologico, dunque, si fa riferimento al paradigma Narrativistico (Marhaba, S., 2004) avente come assunto fondamentale il discorso che, attraverso le trame narrative culturalmente e storicamente rese disponibili, genera una specifica configurazione di realtà. Si parlerà dunque del discorso “Utente dei servizi socio-sanitari” come oggetto dell’intervento che si andrà a illustrare nel presente articolo. Tale discorso è dialogicamente co-costruito dalle voci narranti attraverso le pratiche discorsive rese disponibili dalla specifica matrice culturale. In questo senso la realtà che il discorso “Utente dei servizi socio-sanitari” configura è generata non solo dalle pratiche discorsive more »

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    4 Sep 2008, 6:21pm
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  • La ludoteca dell’albero segnante, bambini sordi e udenti assieme per imparare divertendosi

    Ludoteca “L’Albero Segnante”

    Introduzione

    Il presente progetto nasce dal lavoro fatto dal dott. Michele Scala e dall’insegnante dott.ssa Marica Bassan nella scuola dell’Infanzia E.Rizzato di Solesino con un bambino sordo e continuato con l’apertura della Ludoteca L’Albero Segnante a gennaio del 2008.
    L’obiettivo generale del progetto è quello di favorire l’integrazione dei bambini non udenti nella comunità stimolando sia l’apprendimento della lingua dei segni nei bambini udenti e sia aumentando le competenze comunicative dei bambini sordi.
    Un esempio di come la lingua dei segni possa essere utilizzata a pieno titolo nelle comunità di udenti è rappresentato dalla scuola di Cossato, in Provincia di Biella, in cui da molti anni è in corso una sperimentazione che prevede il modello di educazione bilingue (Italiano parlato e scritto e lingua dei segni). Dai primi 4 alunni sordi inseriti nella scuola oggi si è arrivati a 20.
    Il motivo del costruire una Ludoteca dove è utilizzato il bilinguismo è dato dal fatto che è importante per una completa integrazione dei bambini sordi che si crei una cultura della diversità che può arricchire tutti anche fuori dal contesto scolastico.
    La Ludoteca “L’Albero Segnante” vuole essere un luogo d’aggregazione di bambini sordi e udenti per facilitare la comunicazione tra coetanei e tra genitori e figli, ed intende avviare lo scambio interculturale tra sordi e udenti. All’interno della Ludoteca i bambini possono scegliere se giocare liberamente o partecipare alle
    attività proposte dagli educatori, come i giochi di società e la visione di film e documentari, i laboratori espressivi di movimento e dramm more »

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