In merito al post di ieri mi piacerebbe spiegarvi in parole più semplici possibili come si è potuti arrivare a dare un aiuto alle famiglie i cui bambini soffrono dei disturbi provocati dall’autismo. In particolare vi parlerò dell’Assestamento del Bilancio di Previsione 2008 tipico del sistema finanziario regionale.
Ogni ente pubblico fa annualmente un Bilancio di Previsione, gli enti Regione e Stato possono, tramite la Finanziaria, determinare ed approvare il Bilancio e anche, appunto, l’Assestamento di Bilancio.
Il termine Assestamento indica il fatto che circa a metà anno solare può essere effettuata una verifica dei potenziali o necessari capitoli di spesa basandosi sul Consuntivo,ovvero la ricognizione dell’anno precedente.
Di ogni capitolo vengono analizzate le varie voci e si danno ulteriori fondi a seconda se non sono sufficentemente coperti o se sono giunte ulteriori richieste.
Nel caso del rimborso A.B.A. sono stati stanziati ulteriori 300.000 € grazie ad un emendamento congiunto di tutte le forze politiche.
A mio parere, l’azione di bilancio (così come l’assestamento) è l’atto politico più alto: coinvolge l’analisi della propria azione, la gestione delle proprie risorse, tentando di anticipare quelle che sono, o che saranno le necessità della gente. Spetta alla Regione emettere un corpo di leggi che siano a livello tangibile la risposta ai bisogni di tutti i cittadini.
Desidero,come ultuma osservazione, ringraziare ancora un volta il Comitato dei Genitori Autismo Veneto e tutte le associazioni che hanno coinvolto. Con il loro senso civico e spinti dall’amore per i propri figli, hanno saputo unire tutte le forze politiche per questo emendamento congiunto.
Sarebbe bello poter lavorare così sempre.
Ieri sera (Lunedi 7 Luglio) ho avuto modo di partecipare ad un dibattito a Valdagno presso la sala Marzottini per un dibattito sul nuovo testo unico riguardo la sicurezza nei cantieri. Per prima cosa pubblico il testo diffuso dal Comparto Edile della Valle dell’Agno, integrale, senza interpolazioni nè tagli. Alla fine del loro intervento vedrò di cominciare un primo passo per una risposta concreta.
“LA SICUREZZA NEI CANTIERI
PIU’ FORMAZIONE MENO REPRESSIONE
Le sempre maggiori responsabilità civili e penali dell’imprenditore, l’inasprimento delle sanzioni e delle pene, ci impongono una profonda e responsabile riflessione. Il continuo aumento di nuovi obblighi burocratici, mossi più da necessità di cassa, che da fondamento logico, la preoccupante e pressante propaganda denigratoria nei confronti dell’imprenditore, quale fosse un delinquente o ancor peggio un assassino che sembra si diverta a veder morire delle persone sul lavoro(spesso lui o suoi figli), hanno contribuito a creare un quadro e un clima di scontro di vera discriminazione fra i Sinadacati, Istituti di vigilanza e Imprenditore.
Siamo profondamente convinti che questo clima pesante e difficil non porti da nessuna parte, anzi porti solo contrasti e contenziosi giudiziari dagli esiti scontati.
Riteniamo che lo strumento più efficace sia una corretta e vera FORMAZIONE professionale. Quel processo di irrinunciabile ricerca verso un vero e reale freno agli incidenti sul lavoro, passa attraverso la formazione professionale e la capacità di valutare il pericolo, componenti che formano la vera Cultura del Lavoro. Il cantiere è stato e sempre sarà un ambiente pericoloso che richiede specifiche conoscenze e attenzioni.
In quest’ottica formativa riteniamo indispensabile il potenziamento delle scuole edili professionali certificate e riconosciute, che operino in collaborazione con imprese preparate e qualificate si rende necessario l’istituzione di una nuova figura professionale “l’Operatore Edile” dalle diverse specializzazioni (operatore di macchine edili, muratori, carpentieri, ferraioli ecc.).
E’ troppo facile e comodo scaricare la responsabilità della formazione sulle spalle dell’impresa.
La formazione è di competenza delle istituzioni preposte..No!!Dell’impresa. La formazione non si fa con corsi improvvisati, frutto solo di speculazioni di interessi per dividersi i fondo messi a disposizione, ma con scuole profesionali riconosciute e regolari.
Gli attuali corsi di apprendistato sono una vera vergogna per tutti, vanno completamente modificati.
La sicurezza passa anche sui requisiti e le conoscenze dell’imprenditore.
BASTA CON LE IMPRESE DI GIORNATA!!!! prive delle men che minime conoscenze tecniche e normaive sulla sicurezza, sulla salvaguardia ambientale e fiscale. Prive di una loro sede legale dove poter rintracciare documenti o riferimenti contabili.
BASTA tenere le documentazioni contabili (registri vari)sui furgoni o sugli autocarri nelle baracche come fossero uffici ambulanti(come richiestoci dagli ispettori preposti ai controlli).
Occorrono controlli più mirati, non a penalizzare le imprese serie e infrastrutturate, che operano nel rispetto delle regole, bensì quelle fantasma, senza nessuna c Read more… »
26
Jun
Posted on 2008 under Incontri, Politica, Sociale |
Continuo il discorso di ieri sul convegno per la sicurezza urbana che si è tenuto a Carrè il 24 Giugno ed in cui ho illustrato le direttive già adottate e messe in atto in tutta la regione.
Oggi vi parlo delle novità che sono appena state introdotte o che stanno per essere aprovate e applicate anche da questa deliberazione di giunta.
Prima di tutto le nuove progettazioni degli Enti Locali dovranno basarsi molto di più sull’attento esame e studio delle singole situazioni, trovando una linea di intervento più idonea caso per caso. Verrà quindi posto l’accento sul fattore di qualità dei progetti e saranno individuati gli obiettivi strategici, di interesse regionale in cui gli Enti Locali sono chiamati a dare il loro apporto. A partire da questo principio partiranno innanzi tutto degli interventi per cercare di realizzare forme di e sistemi coordinati e integrati di vigilanza, sicurezza locale e di quartiere, interventi in aree urbane a rischio e gli interventi di polizia locale per la sicurezza stradale. Va sottolineato l’impegno che la finanziaria regionale destina a questo tipo di progettazione degli enti locali una somma pari a 18.415.000 euro.
La Regione, poi, d’intesa con lo Stato, contribuisce alla realizzazione di 27 nuovi presidi delle forze dell’ordine sul nostro territorio, con altre tre importanti realizzazioni previste dalla finanziaria per l’anno in corso.
E’ partito poi un processo per Read more… »
25
Jun
Posted on 2008 under Incontri, Politica, Sociale |
Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare assieme al consigliere del Comune di Vicenza Avv. Rucco ad un importante convegno sul tema della sicurezza. Cercherò in sintesi di proporvi il mio intervento finalizzato a far conoscere quelle che sono le direttive della regione al riguardo.
Comincio specificando che un problema complesso come quello della sicurezza urbana richiede un coordinamento costante e puntuale per riuscire ad ottenere dei risultati. Sin dal 2000 la regione ha lavorato per costruire un “sistema” realizzando tra l’altro intese con lo stato e le altre regioni,nonchèun continuo rapporto di collaborazione con gli enti singoli e associati.
In quest’ambito quindi è presente già una discreta attività normativa e ammnistrativa, in continua evoluzione e con un costate studio degli effetti, ad esempio:
la legge regionale n.9/2002 Interventi regionali per la promozione della legalità e della sicurezza che promuove iniziative e progetti volti ad attuare un sistema integrato di sicurezza urbano e territoriale
la legge regionale n.40/1988 Norme in materia di polizia locale, che fornisce supporto all’esercizio in forma associata dei servzi di polizia locale per la quale sono stati attuati nuovi criteri applicativi.
L.R. 23 Novembre 2006,n. 24 Istituzione della Scuola Regionale Veneta per la Sicurezza e la Polizia Locale
Nel complesso sono stati finanziati 250 progetti di sicurezza urbana con contributi agli Enti Locali; 147 progetti-piani di acquisizione per il potenziamento delle attività associate di polizia locale.
Dal 2000 al 2004 sono stati finanziati 886 progetti (1170 imprese)per la Read more… »
Oggi ripubblico l’importante appello, fatto sotto forma di commento, da Luigi Scarpis in merito al mio articolo sugli aiuti per le famiglie dei ragazzi autistici:
“Si, ha ragione carissima d.ssa Fontanella. Noi non abbiamo voce e per quanto possiamo gridare spesso i diritti dei nostri figli sono soffocati dall’indifferenza e dalla superficialità . Quando non da interessi personali, corporativi o da giochi di potere.
Abbiamo una delle legislazioni più evolute in materia, invidiata da molte nazioni, soprattutto in materia di integrazione scolastica. Un vero paradiso!! Ma allora, perché le nostre famiglie si lamentano sempre?
Esiste un abisso tra i buoni propositi e la realtà con la quale dobbiamo convivere giornalmente. Sono loro i veri eroi. Loro che oltre a lottare contro la malattia e cercare di sopravvivere, devono anche scontrarsi furiosamente solamente per non soccombere sotto il peso della burocrazia, contro il pietismo, la superficialità , l’indifferenza e l’insofferenza delle persone e delle istituzioni, il bullismo. Le città sono zeppe di manifesti che avvisano di grandi convegni, riunioni, dibattiti sull’integrazione, sui diritti delle persone più deboli: grandi orazioni, dizione perfetta, proclami solenni…poi suona la campanella, i relatori fuggono via…le parole si dissolvono nell’aria e non resta nulla.
Siamo un gruppo, un movimento di genitori che ha voluto prendere in mano le redini della vita dei propri figli decisi di lottare per loro. Ma ci hanno sempre detto di rassegnarci, che non esiste cura per l’autismo. Ci hanno detto di lavorare per un loro futuro sereno, tranquillo e ovattato. La soluzione ottimale consiste in un bel libretto di risparmio postale. Che fare allora? Internet. Adsl. Google. Yahoo. Parole chiave. Nessuna informazione può essere nascosta.
Da quarant’anni negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni per i bambini con autismo, disturbi pervasivi dello sviluppo o ritardo mentale, è utilizzata una metodologia educativa/riabilitativa molto efficace, che permette loro di fare enormi progressi e in moltissimi casi di raggiungere risultati così elevati da poter condurre una vita “normale”: l’applied behaviour analisys il cui acronimo è A.B.A. Scienza che trae le sue origini nel comportamentismo e che risalgono al 1900. L’analisi comportamentale applicata inizia ad essere applicata all’autismo negli anni 60/70 dal dott. Lovaas dell’Università di Los Angeles.
Sotto la forte spinta dei genitori che in tutta Italia iniziano a rifiutare le cure “palliative” offerte dai Servizi e chiedere e pretendere cure efficaci per Read more… »