20 Nov 2009, 8:59am
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  • Un fondo di capitale di rischio per le imprese venete

    Nuovi aiuti alle piccole e medie imprese. Dalla Regione una boccata d’ossigeno che sostiene il capitale di rischio delle imprese con elevato potenziale di crescita che non hanno sufficiente accesso ai mercati di capitali.
    La Giunta Regionale sceglie di scommettere sull’innovazione e l’imprenditoria veneta per cercare di dragare le sabbie mobili della crisi e restituire energia all’economia. L’ultimo progetto messo in campo fa riferimento agli strumenti di ingegneria finanziaria introdotti con la legge regionale 19 del 2004. In particolare, vengono considerati gli strumenti per la partecipazione temporanea e minoritaria al capitale di rischio di piccole e medie imprese con stabilimento principale in Veneto, i fondi di rotazione per concessione di finanziamenti agevolati e per favorire la capitalizzazione e i fondi vincolati per la concessione di garanzie. Gli strumenti per la partecipazione temporanea e minoritaria al capitale di rischio sono affidati alla finanziaria regionale Veneto Sviluppo S.p.A.. L’obiettivo è potenziare le dinamiche imprenditoriali al fine di mantenere l’elevato livello di sviluppo economico con riferimento ai mercati interno ed internazionale che fanno del Veneto una delle regioni italiane più evolute. E queste considerazioni sono ancora più pertinenti se rapportate all’attuale congiuntura economica, particolarmente negativa, che necessita di risposte efficaci e tempestive. In questo ambito, e tenuto conto della specificità regionale che registra una fortissima presenza di imprese di piccole dimensioni che rappresentano la quasi totalità delle imprese attive, si inserisce l’iniziativa relativa ad un fondo di capitale di rischio. Via libera, quindi, all’adesione al Patrimonio Destinato, uno speciale budget definito da Veneto Sviluppo che ha per oggetto l’assunzione di partecipazioni temporanee e minoritarie al capitale di rischio di piccole e medie imprese del Veneto con elevato potenziale di crescita che non hanno sufficiente accesso ai mercati di capitali, nelle fasi iniziali del ciclo di vita o di innovazione, e cioè l’acquisizione, detenzione e gestione dei diritti, rappresentati o meno da titoli, nel capitale di società aventi forma giuridica di società di capitale.
    Il Patrimonio Destinato, che ammonta attualmente a 10 milioni di euro, potrà essere alimentato da ulteriori risorse finanziarie, anche di origine comunitaria o conferite da investitori privati come, ad esempio, banche, associazioni di categoria e fondazioni.

    224_DGR                            224_AllegatoA                           224_AllegatoA1

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    28 Oct 2009, 8:49am
    Attività Produttive Incontri Politica:
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  • Il pensare, il creare, il fare italiano: le sinergie possibili

    Eccovi il resoconto, curato dal mio ufficio stampa, del convegno che si è tenuto lunedì 19 ottobre a Oderzo (Tv) nella sede della Nice Spa, e che vi avevo anticipato qui.

    11988371Innovazione, creatività, marketing, comunicazione, ambiente, risorse umane. Le parole chiave del pensare italiano, un vero e proprio marchio di fabbrica, un brand da promuovere ed esportare a livello internazionale, non hanno bisogno di spiegazioni. Il convegno organizzato da Nice SpA, azienda leader nel settore della progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi di automazione per cancelli, porte anche con sistema wireless, e da Brain in Italy, un progetto che nasce per certificare il fatto che le aziende sono totalmente italiane per modo di pensare e realizzare, ha parlato proprio di questo: dell’importanza di tutelare e promuovere la creatività e il fare che ci caratterizzano come Paese nel mondo.
    Tra gli esperti e i relatori di questo evento che ha raccolto attorno a sé operatori economici e istituzionali, Giuliana Fontanella, presidente della III Commissione consiliare della Regione Veneto, ha approfondito l’approccio che la politica assume nei confronti della progettualità imprenditoriale del Nord-Est. Compito imprescindibile della legislazione è quello di essere una guida. In particolare alcuni provvedimenti testimoniano l’impegno della Regione in questo senso, come la LR 3/2009, Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro che regola oltre alle disposizioni generali, l’apprendistato, la formazione continua in azienda, la sicurezza, le regolarità, la qualità e la responsabilità sociale delle imprese. La LR 9/2007 che riguarda le norme per la promozione e il coordinamento della ricerca scientifica, dello sviluppo economico e dell’innovazione nel sistema produttivo regionale, un provvedimento che ha lo scopo di garantire la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del modello socio-economico regionale.
    La legislazione deve abituare le parti a cooperare per realizzare e proteggere la creatività delle nostre aziende. Per questo la Regione Veneto si sta muovendo continuamente alla scoperta delle soluzioni più coerenti per rispondere in maniera puntuale e competente alle richieste del territorio. Per ricoprire davvero il ruolo di faro da seguire per fare della nostra zona un punto di riferimento importante non solo a livello nazionale ma anche internazionale.

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    31 Aug 2009, 9:33am
    Attività Produttive Bandi, Finanziamenti e Contributi:
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  • Il valore della formazione

    da Lavoro Veneto 24, newsletter della Regione Veneto

    A fronte della convinzione che lo strumento della formazione continua rappresenti uno dei fattori strategici per la competitività delle imprese, la sfida oggi è rappresentata dalla capacità di trasferire e diffondere questa acquisizione nella pratica quotidiana delle imprese e dei lavoratori. Questa infatti non viene ancora sufficientemente praticata dalle nostre imprese. Anche se la performance veneta è decisamente buona, in generale il tasso di partecipazione alla formazione continua e permanente a livello nazionale risulta ancora non soddisfacente, e disallineato rispetto alla media europea. Solo il 32% infatti delle imprese italiane ha offerto formazione ai dipendenti contro il 60% della media europea. Al fine di incoraggiare le imprese e i lavoratori a investire maggiormente sulla formazione continua, in termini di tempo e risorse, la Regione del Veneto, con il sostegno del Fondo sociale europeo e di altre fonti di finanziamento, in ambito nazionale e regionale, mette a disposizione un’ampia gamma di opportunità formative coordinate e integrate, di facile accesso e flessibili. Accanto ai più tradizionali corsi di formazione aziendale o interaziendale promossi dal Fondo Sociale europeo per l’asse prioritario Adattabilità, sono stati operati nel tempo dei tentativi di diversificare l’offerta e gli strumenti di intervento. Oltre ai corsi di formazione continua finanziati dalla Legge n. 236 del 19 luglio 1993, offerti a catalogo, sono inoltre finanziati progetti di formazione aziendali e interaziendali volti a favorire i congedi parentali (Legge n. 53 art. 6 del 8 marzo 2000) e progetti di ricollocamento per lavoratori coinvolti da situazioni di ristrutturazione e crisi aziendale (L.r. 10/1990, L.r. 3/2009). Nel corso degli ultimi anni, i servizi di formazione offerti ai lavoratori e alle imprese sono diventati sempre più flessibili e accessibili. È stato operato uno sforzo di semplificare le procedure, personalizzare gli interventi, rendere più appetibili i percorsi attraverso un’offerta ampia, qualitativamente elevata e arricchita da metodologie formative innovative, più adatte ed efficaci a rispondere alle specifiche esigenze di lavoratori e imprese. Per esempio nell’ambito dei più recenti bandi del Fondo Sociale Europeo viene data la possibilità, agli organismi di formazione e alle aziende, di integrare le tradizionali attività di apprendimento “in aula” con modalità formative “fuori aula” (preferite nel 44% dei casi). Anche le procedure e gli adempimenti amministrativi si sono progressivamente snelliti in quanto la direzione intrapresa dalla pubblica amministrazione è direzionata verso una sempre maggiore semplificazione e facilitazione dei processi. Particolare attenzione deve essere rivolta al dispositivo voucher formativo, un vero e proprio buono formativo, di cui possono dotarsi sia l’impresa che il lavoratore, che consente la possibilità di scegliere da un ampio catalogo di offerta disponibile sul mercato il percorso più adatto alle proprie specifiche esigenze.

    Il voucher aziendale

    Tutte le imprese, con almeno un lavoratore dipendente, assoggettate al contributo contro la disoccupazione involontaria, possono richiedere risorse per la partecipazione a corsi di aggiornamento. L’importo massimo per ciascun lavoratore dipendente equivale a 1.500 euro ed è richiedibile sia tramite voucher individuali che aziendali. Ogni azienda può ottenere per il 2008/2009 fino a 30mila euro. Il catalogo dei corsi è periodicamente aggiornato. L’azienda può presentare una sola richiesta di finanziamento a favore di uno o più lavoratori fino ad un massimo di 10 per uno stesso corso oppure per corsi diversi. Ogni azienda è tenuta a partecipare con una quota di cofinanziamento che varia a seconda della dimensione. Nel caso di Pmi l’azienda è tenuta a versare per ciascun lavoratore almeno il 30% del costo complessivo del singolo corso. Nel caso invece di Grandi imprese la quota minima prevista è del 50%. La quota privata deve essere garantita attraverso il versamento diretto di somme in denaro all’organismo di formazione. I voucher aziendali possono essere richiesti per accedere a corsi di aggiornamento professionale della durata compresa tra 24 e 100 ore. Gli argomenti generali sono Risorse umane, Amministrazione, Commerciale, Progettazione Cad-Cam e ITC. È possibile compilare la domanda tramite il portale www.formazione.individuale. it. La domanda deve essere presentata agli uffici competenti: Uffici per le relazioni con il pubblico della Regione presenti in ogni Provincia, Fondazione Cuoa di Altavilla Vicentina (Vi) e Direzione regionale lavoro a Mestre. Presso gli Urp ogni azienda potrà ricevere assistenza informativa, supporto nella consultazione del catalogo elettronico e nella compilazione/presentazione delle domande di finanziamento.

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    26 Aug 2009, 8:45am
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  • Una crisi che fa guardare lontano

    di Vendemiano Sartor
    da Lavoro Veneto 24, newsletter della Regione Veneto

    lavoroGli anni che hanno preceduto l’attuale crisi economica internazionale sono stati caratterizzati da profonde trasformazioni nel tessuto economico locale. La diffusione della tecnologia informatica, l’ingresso delle economie a basso costo nel commercio internazionale e l’affermarsi dell’euro hanno richiesto alle imprese e ai distretti di avviare processi di adeguamento al nuovo contesto. A questi cambiamenti strutturali è necessario aggiungere oggi il mutato scenario macro economico internazionale e nazionale. Dopo quattro anni di ritmi sostenuti, nella seconda metà del 2007 la crescita mondiale ha cominciato a rallentare la sua corsa, con effetti ben noti: calo del Pil e dei consumi, caduta delle esportazioni, aumento della disoccupazione, incremento della cassa integrazione… e il “bollettino di guerra” potrebbe continuare. Ovviamente gli effetti di questa crisi si ripercuotono sulla produzione e sull’occupazione di tutti i sistemi locali ivi compresa la nostra regione. Le analisi economiche confermano un andamento del sistema produttivo veneto a macchia di leopardo: diversi sono i “motori” brillanti che hanno la volontà di trainare la ripresa, ma vi sono anche pesanti fardelli che inducono a rimanere troppo a lungo nell’asfissia della crisi. Tuttavia in tempi di crisi la scelta peggiore è rimanere fermi e, per usare le parole del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, meglio “levare la testa dalle angustie di oggi per vedere più lontano”. Per le imprese questo significa un incremento degli investimenti in ricerca e innovazione per scommettere su nuovi prodotti (principalmente nei settori ad alto valore aggiunto, come quelli hi-tech, nano-tech, bio-tech e delle energie alternative) e nuovi mercati, soprattutto esteri nelle economie emergenti, anche di nicchia.
    Significa inoltre una moderata ma solida crescita dimensionale, più aggregazioni mirate a raggiungere dimensioni operative, reti distributive, coltivazione di marchi e assetto finanziario adatti a un mercato globale, maggiore ricorso a dirigenti esterni alla struttura di controllo del capitale familiare, per introdurre in azienda nuove culture di management e nuove esperienze. Lo spontaneismo e la creatività che hanno favorito l’impetuoso
    sviluppo locale non appaiono più sufficienti. Occorre una strategia che individui i driver fondamentali del cambiamento in una prospettiva di innovazione e orienti le scelte di politica economica verso assetti compatibili con l’evoluzione degli scenari competitivi. In base a questi assunti la Regione del Veneto ha aderito al programma nazionale Industria 2015 che stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema italiano del futuro. Nel marzo scorso la Regione ha formalmente espresso, sia al ministero per lo Sviluppo economico che all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, il proprio interesse a condividere gli ambiti progettuali del Polo idrogeno – Distretti energetici, l’edilizia sostenibile, piattaforme per la tracciabilità e rintracciabilità delle filiere del made in Italy e la filiera agroalimentare, che insieme hanno già raccolto complessivamente investimenti per 150 milioni di euro. La straordinarietà della crisi ripropone l’urgenza di recuperare le condizioni di produttività per dare energia alla ripresa, coinvolgendo le strutture pubbliche e private in un percorso di modernizzazione che apra la strada a un futuro migliore. Sarà la capacità di innovazione delle istituzioni e dei comportamenti individuali e collettivi a decidere se usciremo migliori o peggiori da questa crisi.

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    29 Apr 2009, 9:28am
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  • Investire sui giovani è il futuro dell’impresa

    Di Matteo Pieropan

    bocchese_showroom_apr_09Investire sui giovani e sulle idee innovative. Questo è il tema che è stato discusso nel suggestivo showroom dell’azienda “Miramarmi” di Giancarlo Bocchese, a San Pietro Mussolino (Vi).
    Ad aprire la serata, la consigliere regionale e presidente della terza commissione attività produttive della Regione Veneto, Giuliana Fontanella, che ha espresso grande soddisfazione per l’incontro che è stato possibile organizzare in vallata con lo scopo di fare conoscere agli imprenditori locali le grandi risorse offerte dai giovani e dalle loro idee.
    Relatore della serata è stato Ruggero Frezza, docente all’università di Padova e fondatore dell’impresa M31. Quest’ultima è una società internazionale incubatrice di idee che ha saputo, in maniera innovativa, coinvolgere ragazzi che mostrano di possedere eccellenze dal punto di vista formativo e intellettivo. M31 è una azienda in grado di progettare e creare nuove imprese competitive che puntano sull’innovazione e sulle idee dei giovani laureati e dottorati.
    Il cammino di Ruggero Frezza e dei suoi collaboratori parte dal mondo universitario e dalla constatazione che esisteva una frattura tra ambito di studio e concretizzazione nel mondo lavorativo. “Quello che mancava- spiega Frezza- era un effettivo dialogo tra chi poteva avere delle idee nuove e la realtà produttiva. Mi sono reso conto che si poteva creare una impresa in grado di fare altre imprese. Sono partito quindi con un gruppo di giovani volenterosi, ricchi di entusiasmo e con grandi capacità, ci siamo dati degli obiettivi e in breve tempo more »

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