Bandi, Finanziamenti e Contributi Sociale: affidataria affido comunità disagio famiglia minori tutela
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Welfare: 5 milioni per i minori dalla Regione Veneto
Da “Il Giornale delle Regioni” – gennaio 2009
Welfare: 5 milioni per i minori dalla regione Veneto. La giunta della regione Veneto, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha approvato la ripartizione di 5,2 milioni di euro tra comuni e Ullss per interventi a favore di minori in situazioni di disagio. In tutto circa 300 enti potranno beneficiare del contributo destinato ai 3347 minori che per diversi motivi son stati allontanati dalle famiglie di origine e inseriti in famiglie affidatarie, circa 850, o inseriti in strutture e piccole comunità, quasi 2500. L’assessore Valdegamberi ha spiegato che i criteri per la ripartizione del Fondo regionale per le politiche sociali istituito nel 2001 sono stati “quelli adottati in questi anni dall’amministrazione regionale che ha sostenuto lo sviluppo dell’affidamento familiare da un lato e dall’altro ha trasformato gli istituti tutelari in comunità di piccole dimensioni per garantire al minore adeguata ospitalità ma anche interventi efficaci e di qualità allo scopo di rendere possibile il tempestivo rientro del minore in famiglia”. “L’esperienza dell’affido familiare è molto cresciuta nella nostra regione in questi ultimi anni – ha proseguito Valdegamberi -. In molti contesti territoriali sono nati centri o servizi che si occupano della promozione dell’affido e del sostegno delle famiglie affidatarie come miglior strumento per rispondere positivamente alle situazioni di disagio che si manifestano”. Secondo i dati forniti dall’osservatorio regionale i minori in genere vengono allontanati dalle famiglie soprattutto quando i genitori manifestano difficoltà educative, problemi di tossicodipendenze, problemi economici, lavorativi, abitativi, comportamenti di violenza sessuale, problemi psichiatrici, incuria verso il minore. La provincia che ha il maggior numero di minori in affido, 204, è quella di Vicenza, alla quale andranno poco più di 1 milioni di euro, seguita da Verona con 191 minori in affido e un contributo di 1,2 milioni di euro e dal capoluogo regionale, Venezia, che beneficerà di 1,06 milioni per 151 minori.
Bandi, Finanziamenti e Contributi Sociale: accoglienza adozioni affido bambini famiglia formazione minori osservatorio regionale
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65.000 euro per le adozioni
65.000 euro alle 26 “équipes adozioni consultori familiari” nell’ambito delle 21 aziende Ulss attive sul territorio Veneto. Secondo il nuovo protocollo sulle adozioni nazionali e internazionali approvato nel 2008, le coppie che scelgono la via dell’adozione internazionale vanno guidate attraverso un percorso di informazione e sensibilizzazione che consiste in un vero e proprio corso di formazione suddiviso in due parti, di cui la prima si tiene nelle sedi delle “équipes adozioni”, mentre la seconda nella sede di uno dei 16 enti autorizzati firmatari del protocollo. Ad ogni coppia che presenti al Tribunale dei minori la sua dichiarazione di disponiblità all’adozione internazionale viene rilasciato un buono del valore di 103,29 euro che la coppia consegnerà all’ente in cui avrà deciso di frequentare la seconda parte del corso. Sulla base dei corsi tenuti nel 2007, ai quali hanno partecipato 656 coppie, per il 2008 sono stati assegnati 629 buoni per un totale di 65.000 euro; il 5% del totale dei buoni costituisce invece una riserva a disposizione delle Ulss. La gestione e la distribuzione dei buoni è affidata all’osservatorio regionale “Nuove generazioni e famiglia” dell’Ulss 3 di Bassano del Grappa (Vi). All’Osservatorio viene anche affidata la realizzazione di un altro progetto particolarmente importante, relativo ai procedimenti di adozione problematici, e di conseguenza lunghi, dei bimbi fino a sei anni di età. E’ necessario innanzitutto trovare per questi bambini una famiglia che dia loro accoglienza temporanea, e in secondo luogo fornire la formazione e il supporto necessari alle famiglie affidatarie o alle comunità familiari che li ospiteranno in via definitiva. Per questo progetto la Regione ha deciso di stanziare 30.000 euro e di istituire presso la Direzione servizi sociali un gruppo di lavoro coordinato dal dirigente del Servizio Famiglia e composto dal pubblico tutore dei minori, dal responsabile scientifico dell’osservatorio regionale “Nuove generazioni e famiglia” e dai rappresentanti delle maggiori associazioni che in Regione si occupano di accoglienza familiare.
In allegato trovate:
la delibera 276_dgr;
276_allegatoa, ovvero l’elenco degli enti autorizzati all’adozione internazionale che hanno aderito al protocollo operativo regionale;
276_allegatob, ovvero la distribuzione dei buoni per il 2008;
276_allegatoc, ovvero il progetto di pronta accoglienza per i bambini piccoli.
Sociale: affido aiuto disagio famiglia giovani guida minori sanitario Sociale
by giuliana
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L’affido in Veneto
La Delibera di Giunta Regionale n. 1855/06 ha approvato e finanziato la realizzazione di un ampio progetto “Sostegno alla genitorialità sociale: interventi per lo sviluppo dell’affidamento familiare” con l’obiettivo di superare le differenze esistenti a livello regionale in riferimento al ricorso all’affido familiare rispetto all’inserimento in comunità e di sostenere e avviare in tutto il territorio regionale percorsi che possano portare alla realizzazione, il sostegno e il potenziamento dei Centri per l’affido e la Solidarietà familiare e attraverso la realizzazione, la diffusione e la validazione di linee guida regionali per l’affidamento familiare.
Oltre al sostegno allo sviluppo in ogni ambito territoriale Ulss di un Centro per l’affido e la Solidarietà familiare (Casf), il progetto ha previsto altre tre azioni:
la formazione degli operatori dei nascenti Centri;
il monitoraggio all’implementazione dei Centri;
l’elaborazione delle Linee Guida in un apposito gruppo di lavoro (Gruppo tecnico).
Sono state inoltre realizzate due micro-indagini attraverso l’elaborazione e la somministrazione di due schede di monitoraggio rivolte agli stessi responsabili, con lo scopo di evidenziare gli aspetti problematici del processo dell’affido e le buone pratiche già in essere.
Le indicazioni, i principi, le indicazioni operative emersi dall’elaborazione del materiale che via via si redigeva nei gruppi del percorso formativo e nel Gruppo di monitoraggio hanno consentito al Gruppo tecnico di elaborare il documento “Linee Guida 2008 per i Servizi Sociali e Socio Sanitari. L’affido familiare in Veneto. Cultura, orientamenti, responsabilità e buone pratiche per la gestione dei processi di affidamento familiare.” denominato “Linee Guida per l’affido” (Allegato A, parte integrante del presente documento)
Pertanto qui sotto vi allego il DGR 090 e il ben più importante allegato A ovvero “Linee Guida 2008 per i Servizi Sociali e Socio Sanitari. L’affido familiare in Veneto. Cultura, orientamenti, responsabilità e buone pratiche per la gestione dei processi di affidamento familiare”
Sociale: aiuto famiglia giovani minori nuove generazioni sito sostegno web
by giuliana
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NUOVE GENERAZIONI E FAMIGLIA
I NUOVI RIFERIMENTI
DELL’OSSERVATORIO REGIONALE NUOVE GENERAZIONI E FAMIGLIA
SEDE LEGALE: Via dei Lotti, 40 – 36061 Bassano del Grappa (VI)
SEDE OPERATIVA: Via Asiago, 77 – 36022 San Zeno di Cassola (VI)
LINEA 1: +39 0424 885901| LINEA 2: +39 0424 885902
FAX: +39 0424 526142 diventerà +39 0424 885907
E-MAIL: osservatorio@minorigiovanifamiglia.veneto.it
SITO WEB: www.minorigiovanifamiglia.veneto.it
AREA BANCHE DATI
LINEA: +39 0424 885911
E-MAIL: banchedati@minorigiovanifamiglia.veneto.it
AREA INTERSCAMBIO CON IL TERRITORIO
LINEA: +39 0424 885912
E-MAIL: progetti@minorigiovanifamiglia.veneto.it
E-MAIL: formazione@minorigiovanifamiglia.veneto.it
AREA PROMOZIONE
LINEA: +39 0424 885915
E-MAIL: promozione@minorigiovanifamiglia.veneto.it
E-MAIL: redazione@minorigiovanifamiglia.veneto.it
NUMERI DIRETTI
Responsabile scientifico: 0424 885208
Responsabile tecnico 0424 885910
Segreteria: 0424 885901 – 885902
Per Adonet e richieste dati: 0424 885911
Per Formazione e progetti 0424 885912
Per il Fondo DGR 2412/08 – Morti sul lavoro 0424 885913
Per Promozione e comunicazione 0424 885915
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by giuliana
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Un modello di cambiamento nei servizi socio sanitari (2/2)
Oggi, per dovere di completezza pubblico la seconda parte dell’articolo riguardo le terapie innovative proposte dal Dottor MIchele Scala, il quale giustamente mi ha fatto notare che molte persone potrebbero trovarlo lungo e “difficile”perchè tecnico. Si è quindi offerto di fare un sunto un pochino più semplice per poter rendere perfettemante comprensibile a tutti quanto sia innovativo l’approccio che viene usato e quali ottimi risultati si staino raggiungendo. A breve quindi una riduzione e un commento del Dottor Scala al proprio lavoro. Approfitto inoltre di queste righe per anticiparvi che in questi giorni è in via di definizione una legge regionale che abbiamo fortemente voluto in III e IV Commissione in materia di lavoro. Anche in questo caso entro la prossima settimana(spero anche prima) voglio potervi dare notizie certe e dettagliate.
(continua articolo da ieri)
Strategie
Nel paragrafo seguente si illustrano le strategie elaborate e attuate dall’équipe degli operatori per perseguire l’obiettivo dell’intervento. Si esporrà ogni strategia attraverso uno stralcio di testo che riporta lo scambio interattivo avvenuto; esso rappresenta, perciò, un’azione specifica che l’operatore ha attuato nello specifico contesto interattivo. La strategia, infatti, indica “come” agire laddove l’azione rappresenta il “cosa” fare per attuare la strategia stessa. Non ci si propone, perciò, di essere esaustivi riguardo a cosa si è fatto, quanto analizzare come si è agito a prescindere dalle singole situazioni rispetto alle quali l’operatore esercita la propria competenza per attuare azioni concrete.
Si illustrerà, in primo luogo, la diagnosi narrativa (T0) volta a rilevare i processi interattivi intorno ad un adolescente (A.) utente dei servizi sociali; sulla base di tale diagnosi l’équipe ha poi elaborato le strategie d’intervento, esposte in T1. Infine, si illustrano i risultati ottenuti (vedi T2 in tab 10-11).
L’obiettivo dell’équipe degli operatori, interferire nei pro more »







