A Venezia ci sei tu

Sempre facendo riferimento al workshop di cui ho parlato ieri, vi riporto i risultati di uno studio da parte del ICSR (Italian Centre for Social Responsability) sul tema Globalizzazione, delocalizzazione produttiva delle imprese itailiane e politiche di salvaguardia e valorizzazione dei diritti umani.

Il questionario usato come base è stato suddiviso in 5 parti, per un totale di 35 domande, quasi tutte a risposta chiusa o a scelta singola o multipla. Le cinque parti erano: 1)anagrafica delle imprese 2) iniziative di delocalizzazione produttiva al’estero 3) impatto dei processi di delocalizzazione sulla forza lavoro in italia 4) l’impatto della delocalizzazione sulla forza lavoro nei paesi di destinazione 5) esperienza aziendale e sostegno sociale sia in italia che all’estero per leimprese delocalizzatrici. Inoltre la ricerca è stata completata con una serie di interviste dirette.

I settori di chi a risposto ai quesiti sono stati fabbricanti di macchine e apparecchiature elettriche, elettroniche e ottiche (21%), industrie tessili e dell’abbigliamento (13%) ,fabbricazionedi prodotti chimici e e di fibre sintetiche e artificiali (13%), fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici (13%), altre industrie manifatturiere (13%), fabbricazione di articoli di gomma e materie plastiche (8%), industria del legno e dei prodotti in legno(8%). Il 68% delle imprese dichiara di venedere all’estero tra il 40 e il 70% della produzione, addirittura il 18% fattura all’estero più del 70% del proprio giro d’affari.

CSR E DELOCALIZZAZIONE: LUCI E OMBRE

Adozione di codici etici

Nonostante molte imprese dichiarino di aver adottato codici etici che regolino i valori nei rapporti interni, esterni e anche verso le consociate estere, rimane il dubbio riguardo una reale efficacia. Sovente infatti risultano assenti controlli e sanzioni, pertanto raramente questi strumenti conducono ad una reale migliormento della condizione dei lavoratori.

Più importante il processo della verifica dei risultati conseguiti

Appare emblematico il fatto che una gran aprte consideri un progesso il fatto di aver adottato un “processo”(ovvero usare il codice) senza valutare troppo gli effettivi miglioramenti che può aver portato. E’ necessario in questo senso impegnarsi per g Read more… »

Oggi vi segnalo un importante bando per le attività produttive che assegna risorse per 2.300.000 euro per le aggregazioni di filiera o di settore in base alla legge regionale del 2003 numero 8 .

Cosa sono le filiere: ebbene si intende l’insieme di tutti gli “elementi” che concorrono a formare promuovere o a commercializzare un prodotto o un servizio. Per “aggregazione di filiera” si intendono liberi raggruppamenti di imprese collegata ad una stessa filiera merceologico - produttiva.

Questo genere di aggregazione è sostenuto dalla Regione con lo scopo di favorire la collaborazione e il dialogo tra le diverse imprese venete, la ricerca di progetti comuni che innalzino innovazione e competitività; intensificando la collaborazione e lo scambio di conoscenze e competenze tra le imprese avremo un notevole innazamento degli standard logistici in una filiera di produzione(in parole povere, se io che faccio un pezzo o mi occupo di una parte del prodotto so come lavora la mia impresa partner posso adeguare il mio lavoro di conseguenza, nei tempi e nei modi, quindi partecipare alla realizzazione di un prodotto o un servizio migliore sotto molti aspetti).

Le aggregazioni di filiera devono essere cosituiti da un minimo di Read more… »

Nel pomeriggio di ieri assieme ad Dott.Pelloso abbiamo tenuto un primo incontro per spiegare le iniziative della regione per portare i cittadini a conoscenza delle politiche regionali in campo economico e sociale. In particolar modo per il settore economico sono state illustrate le iniziative degli enti preposti quali Veneto Sviluppo ( http://www.venetosviluppo.it/ ), Veneto Innovazione ( http://www.venetoinnovazione.it/ ) , per spiegare le nuove direttive europee in materia di interventi e fondi e in definitiva di comunicare alle piccole e medie aziende, che poi sono il cuore pulsante della nostra economia, che la regione ha a cuore il loro sviluppo ed intende mettere in campo tutte le forze necessarie perché possano andare incontro alle nuove esigenze di un mercato da intendere sempre di più come aperto al mondo. A tal proposito la regione sta lanciandosi anche in un progetto che la vede come partner per le aziende in una formula detta a “Capitale Partecipato”, nei prossimi giorni mi dilungherò nei dettagli su questa formula studiata per le piccole aziende che intendono fare innovazione e che prevede una specie di partnership con la Regione Veneto.

A domani..

Nella giornata di ieri sono stata invitata a visitare uno stabilimento di produzione di acque minerali presso Valli del Pasubio. Devo ammettere di essere rimasta piacevolmente sorpresa: in una realtà territoriale che non pochi definirebbero “fuori mano”, i nuovi proprietari, peraltro residenti di quelle zone, hanno voluto accettare la sfida di rimettere in sesto una azienda che si trovava in stato di totale abbandono, improntando un sistema di produzione fortemente specializzato e innovativo(il che consente notevoli risparmi sotto molti punti di vista) recuperando allo stesso tempo un marchio e delle bevande che da tempo sembravano scomparse. Un ottimo esempio di come un sistema agile e moderno non per forza deve produrre oggetti freddi e ipertecnologici, ma anzi permette di andare a ripescare quelle particolari sensazioni che provavamo un tempo, di fronte a certi oggetti, che sembravano ormai spariti..la sfida era quella di recuperarne la qualità e il tratto caratteristico, con la ferrea volontà di tradurre in pratica i propri sogni. Read more… »