A Venezia ci sei tu

Da oggi il mio blog è consultabile anche via cellulare usando una normalissima connessione wap o umts. Quindi ora potrete leggere e intervenire lasciando un commento ovunque voi siate:basterà digitare www.giulianafontanella.com nella barra degli indirizzi del vostro apparecchio per veder apparire tutti i miei articoli e buona parte delle informazioni (per eventuali chiarimenti tecnici potete lasciar un commento qui o mandare una mail a fontanellagiuliana@gmail.com ). Per ora non sono ancora consultabili i filmati e le slide, le fotografie invece si vedono perfettamente, ma entro poco tempo spero di poter garantire un servizio pieno anche via telefonia mobile.

In questa piattaforma oltre a dare un terreno di scambio e dialogo con i cittadini, sto sperimentando l’efficacia di nuove soluzioni tecnologiche e di un nuovo modo di approcciare il web senza però fare rivoluzioni. Internet per me è il mezzo, non il fine.

(foto di Tamar Weinberg)

Lettera aperta, seconda parte

Quando hai l’onore di rappresentare una comunità, devi sapere che da questo onore derivano grandissime responsabilità. Il lavoro da fare è sempre molto e molto impegnativo. Ma la passione e la coscienza di stare operando per il bene di tutti permettono di non sentire fatica, anzi, sono un incentivo a dare sempre di più.

Eppure mi rendo conto che ora più che mai la maggior parte della gente non vede di buon occhio le istituzioni, e credo che non sia giusto. E’ un diritto del cittadino arrabbiarsi e puntare il dito verso le cose che non funzionano, per chiedere l’attenzione che merita. Allo stesso modo è mio dovere fare di tutto per non lasciare nessuno solo, per ascoltare tutti e per porre rimedio dove mi segnalano una situazione di difficoltà. Perché io vengo pagata coi vostri soldi ed è un preciso dovere vostro chiedermi (chiederci) di rendere conto dell’utilizzo che viene fatto del denaro pubblico. Read more… »

Se osservo quanto sta accadendo ora nel Veneto e più in generale nell’Italia tutta, non posso fare a meno di osservare e di cercare di analizzare il grande cambiamento in atto. Per anni il malcontento è stato più o meno sopito, caratterizzato da una sensazione di generale diffidenza nei confronti della classe politica; poi lentamente la gente ha cominciato a confrontarsi sulle proprie perplessità, sul proprio disagio, scoprendo che la sensazione era più comune di quanto non si potesse immaginare. E se chi è al governo non sembra dare ascolto a queste paure, allora la gente sente il bisogno di aggregarsi in altre forme, eleggere altri leader che possano portare avanti le loro battaglie basate su bisogni concreti e immediati. Nascono anche così i comitati, per darsi la forza di chiedere ascolto, per sopperire ad una mancanza o ad una assenza.

Il problema è che lo stadio successivo di questo percorso è Read more… »