10 Apr 2009, 9:45am
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  • Una Pasqua di speranza

    Cari amici,
    la Pasqua che ci apprestiamo a vivere sarà un giorno di profonde e dolorose riflessioni. Stiamo attraversando un periodo molto particolare, in cui molte famiglie sentono a rischio la propria stabilità economica e il proprio futuro: la crisi internazionale sta producendo i suoi effetti negativi anche in un tessuto sociale e produttivo come quello veneto che fino a ieri sembrava tanto sano quanto solido. Per individuare la via d’uscita serve l’aiuto e la collaborazione di tutti, perchè tutti possono essere coinvolti da una recessione senza precedenti.
    Tuttavia, purtroppo questa Pasqua rappresenta un momento di grande dolore per la tragedia che ha sconvolto l’Abbruzzo. Il pensiero non può che andare alle numerose vittime, alle famiglie spezzate, a chi ha perso tutto: gli affetti, la casa e la propria città.
    La speranza però non deve mai venire meno, e per guardare con fiducia al dopo terremoto dobbiamo ispirarci alla catena di solidarietà umana e civile che si è sviluppata sin dalle prime ore dopo i drammatici eventi di domenica notte.
    Uno speciale ringraziamento va ai volontari che anche dal Veneto non hanno esitato a partire per l’Abbruzzo, per mettere a disposizione energie, professionalità e  esperienza nel campo della Protezione civile, dimostrando ancora una volta il grande cuore della nostra regione.
    Anche chi non è impegnato direttamente può comunque rendersi utile aderendo alle diverse campagne di raccolta fondi per aiutare le popolazioni terremotate e avviare la ricostruzione.
    Sono certa che ognuno saprà fare la propria parte per dare conforto a chi non potrà trascorrere una Pasqua serena.
    Giuliana Fontanella

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    11 Mar 2009, 9:34am
    Attività Produttive Sociale:
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  • 112: il numero unico di emergenza dell’Unione europea

    A partire da dicembre 2008, i cittadini  dell’Unione europea possono contattare i servizi di emergenza da qualsiasi località dell’UE chiamando gratuitamente il 112, il numero unico di emergenza, sia da telefoni fissi che da cellulari. Solo un europeo su quattro è tuttavia a conoscenza del fatto che questo numero salva-vita esiste in altri Stati membri e quasi tre persone su dieci tra quelle che hanno chiamato il 112 in altri paesi hanno avuto problemi linguistici.
    Immaginate di trovarvi in un paese dell’UE e di essere vittima o testimoni di un incidente. Sapreste a chi rivolgervi per chiedere soccorso? Un numero crescente di europei viaggia per motivi di lavoro o di svago e molti di essi potrebbero incontrare questo tipo di problema. Fortunatamente, non dovete perdere tempo per capire a chi rivolgervi. Basta comporre il 112, il numero di emergenza unico valido in tutta l’UE.
    Quando si chiama il 112 un operatore qualificato risponderà alla chiamata. A seconda del paese, gestirà la vostra richiesta direttamente o vi metterà in contatto con il servizio competente.
    Spesso l’operatore parla diverse lingue, il che è particolarmente importante per chi si rivolge al 112 quando è all’estero.
    Chi chiama deve fornire il proprio nome, indirizzo e numero di telefono. L’identificazione del richiedente è necessaria per evitare disguidi: lo stesso incidente potrebbe infatti essere segnalato da diverse persone. Se avete contattato il 112 per errore non interrompete la chiamata, ma avvertite l’operatore che vi siete sbagliati, altrimenti verranno inviati i soccorsi per verificare se ci sono problemi.

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    15 Dec 2008, 10:45am
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  • L’affido in Veneto

    La Delibera di Giunta Regionale n. 1855/06 ha approvato e finanziato la realizzazione di un ampio progetto “Sostegno alla genitorialità sociale: interventi per lo sviluppo dell’affidamento familiare” con l’obiettivo di superare le differenze esistenti a livello regionale in riferimento al ricorso all’affido familiare rispetto all’inserimento in comunità e di sostenere e avviare in tutto il territorio regionale percorsi che possano portare alla realizzazione, il sostegno e il potenziamento dei Centri per l’affido e la Solidarietà familiare e attraverso la realizzazione, la diffusione e la validazione di linee guida regionali per l’affidamento familiare.
    Oltre al sostegno allo sviluppo in ogni ambito territoriale Ulss di un Centro per l’affido e la Solidarietà familiare (Casf), il progetto ha previsto altre tre azioni:

    la formazione degli operatori dei nascenti Centri;

    il monitoraggio all’implementazione dei Centri;

    l’elaborazione delle Linee Guida in un apposito gruppo di lavoro (Gruppo tecnico).

    Sono state inoltre realizzate due micro-indagini attraverso l’elaborazione e la somministrazione di due schede di monitoraggio rivolte agli stessi responsabili, con lo scopo di evidenziare gli aspetti problematici del processo dell’affido e le buone pratiche già in essere.
    Le indicazioni, i principi, le indicazioni operative emersi dall’elaborazione del materiale che via via si redigeva nei gruppi del percorso formativo e nel Gruppo di monitoraggio hanno consentito al Gruppo tecnico di elaborare il documento “Linee Guida 2008 per i Servizi Sociali e Socio Sanitari. L’affido familiare in Veneto. Cultura, orientamenti, responsabilità e buone pratiche per la gestione dei processi di affidamento familiare.” denominato “Linee Guida per l’affido” (Allegato A, parte integrante del presente documento)

    Pertanto qui sotto vi allego il DGR 090 e il ben più importante allegato A ovvero “Linee Guida 2008 per i Servizi Sociali e Socio Sanitari. L’affido familiare in Veneto. Cultura, orientamenti, responsabilità e buone pratiche per la gestione dei processi di affidamento familiare”

    090_dgr

    090_allegatoa

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    12 Dec 2008, 7:30pm
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  • NUOVE GENERAZIONI E FAMIGLIA

    I NUOVI RIFERIMENTI

    DELL’OSSERVATORIO REGIONALE NUOVE GENERAZIONI E FAMIGLIA

    SEDE LEGALE: Via dei Lotti, 40 – 36061 Bassano del Grappa (VI)

    SEDE OPERATIVA: Via Asiago, 77 – 36022 San Zeno di Cassola (VI)

    LINEA 1: +39 0424 885901| LINEA 2: +39 0424 885902
    FAX: +39 0424 526142 diventerà +39 0424 885907
    E-MAIL: osservatorio@minorigiovanifamiglia.veneto.it
    SITO WEB: www.minorigiovanifamiglia.veneto.it

    AREA BANCHE DATI

    LINEA: +39 0424 885911
    E-MAIL: banchedati@minorigiovanifamiglia.veneto.it

    AREA INTERSCAMBIO CON IL TERRITORIO
    LINEA: +39 0424 885912

    E-MAIL: progetti@minorigiovanifamiglia.veneto.it
    E-MAIL: formazione@minorigiovanifamiglia.veneto.it

    AREA PROMOZIONE

    LINEA: +39 0424 885915
    E-MAIL: promozione@minorigiovanifamiglia.veneto.it
    E-MAIL: redazione@minorigiovanifamiglia.veneto.it

    NUMERI DIRETTI

    Responsabile scientifico: 0424 885208

    Responsabile tecnico 0424 885910

    Segreteria: 0424 885901 – 885902

    Per Adonet e richieste dati: 0424 885911

    Per Formazione e progetti 0424 885912

    Per il Fondo DGR 2412/08 – Morti sul lavoro 0424 885913

    Per Promozione e comunicazione 0424 885915

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    11 Dec 2008, 12:32am
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  • Un modello di cambiamento

    Come promesso la settimana scorsa il dottor Michele Scala ha curato una riduzione dell’articolo pubblicato in due pezzi precedentemente. Per chi lo avesse trovato un po’ troppo “tecnico” e per chi invece vi si approccia per la prima volta, ne consiglio caldamente la lettura; la parola chiave che può introdurvelo è cambiamento:

    Il NARRATIVISMO COME MODELLO OPERATIVO DI CAMBIAMENTO NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI

    Sintesi dell’articolo di ALia cooperativa Sociale

    In questo articolo viene descritto una modalità operativa nuova di intervento psicologico a favore di minori istituzionalizzati.

    Gli operatori Alia hanno come obbiettivo quello di costruire e definire un ruolo “altro” rispetto a quello di educatore. Il compito dell’operatore sociale è indirizzato a promuovere e porre le condizioni per il generarsi di nuovi discorsi sugli utenti nei diversi contesti, in modo da offrire immagini diverse ai loro occhi e a quelli dei loro interagenti. Perciò l’operatore non ha l’obiettivo di “educare” ma quello di “cambiare”. Si interviene perciò sui processi che generano e mantengono il discorso di “Utente dei servizi socio-sanitari”. Si assume che tale discorso sia costruito dalle voci narranti che partecipano allo stesso spazio dialogico (operatori e professionisti dell’ambito dei servizi socio-sanitari, ma anche parenti, amici, gente comune, ecc …). L’operatore che interviene nei servizi agisce sull’intero contesto in cui i discorsi sono praticati ponendosi l’obiettivo di incrinare i processi discorsivi “etichettanti” che vengono messi in atto e che mantengono il discorso “Utente dei servizi socio-sanitari”. L’operatore agisce come esperto della gestione strategica dell’interazione, utilizzando le modalità discorsive adottate dagli interagenti per andare a generare nuove descrizioni degli utenti.

    Nei principi del lavoro d’equipe fatto all’interno della coopeativa Alia è quello di cercare continuamente strategie operative nuove, in modo da avere la possibilità di perseguire sempre il cambiamento.

    L’ obiettivo generale dei progetti sopra citati è l’indipendenza dai servizi, ossia far sì che gli utenti non siano più oggetto di presa in carico da parte dei servizi tramite l’innesco di percorsi di de-istituzionalizzazione. Per far questo l’operatore utilizza strategicamente le risorse disponibili nella rete di relazioni degli utenti cioè degli attori che contribuiscono a costruire il loro percorso biografico.

    Un’esemplificazione di quanto sopra si può ritrovare in un recente articolo intitolato “Un modello operativo di cambiamento nei servizi socio-sanitari” (Scala M., et all., 2006) a cura della cooperativa “Alia” in cui si descrive un processo di cambiamento rispetto ad un utente descritto, nel momento della presa in carico, con il discorso della “ragazza incapace con difficoltà di apprendimento tali da richiedere una possibile certificazione scolastica”. Tale descrizione risultava essere condivisa da tutti gli interlocutori significativi (assistente sociale, neuropsichiatria, insegnanti, genitori) e fatta propria dall’utente stessa.

    L’équipe di lavoro ha quindi elaborato le strategie d’intervento volte a interferire su tale processo discorsivo in modo da generare un’identità differente in tutti gli interlocutori.

    A titolo d’esempio viene riportato un intervento operativo.

    Interlocutori

    Resoconto

    Operatore (O), Professore di fisica di A. (P)

    O: come procede A.?

    P: mah, ancora non ho avuto modo di valutare la ragazza nella mia materia, sono i primi mesi e lei è nuova, mi sembra che non partecipi tanto a lezione, io cerco di farle delle domande ma lei fa un pò di fatica

    O: ho capito, per quanto riguarda l’andamento scolastico non ha avuto ancora modo di valutare?

    P.: mah! No ancora no, mi sembra un pò lentina devo dire, secondo lei?

    O: Ho appena parlato con la prof. di matematica e mi ha detto che è tra le più brave della classe, ha 8 di media, c’è differenza tra fisica e matematica?

    P.: ah si? Ha 8 in matematica?

    O: si

    P.: mah! Allora dovrà ancora uscire

    O: ho capito, cosa consiglia di fare per la sua materia?

    P.: dovrebbe partecipare di più, fare domande

    O: va bene

    L’intervento dell’operatore modifica la teoria utilizzata dall’insegnante per descrivere A: da “fa fatica, lentina” a “dovrà ancora uscire”, ponendo l’insegnante stesso in una diversa posizione rispetto ad A: si passa infatti da una teoria sulle scarse capacità di A, che non consente alcuna modalità di intervento, alla proposta della strategia della maggiore partecipazione alle lezioni che invece implica la presenza di capacità.

    L’efficacia dell’intervento si riassume nel cambiamento biografico dell’utente per cui si è passati da discorsi come “è scema”, “non ci arriva”, “è necessaria una certificazione per disturbi di apprendimento” a discorsi come “è un faro per la classe”, “il prossimo anno prendo la borsa di studio”, “mi voglio iscrivere all’Università” “ho otto di media in matematica” offrendo una prospettiva futura svincolata dal percorso istituzionale ed aperta a scelte più autonome.

    Si può dire quindi che l’operatore è colui che, facendo anticipazioni rispetto alla portata generativa dei discorsi, interviene come strumento per la costruzione di percorsi altri da quelli che hanno consentito l’attivazione dei servizi. Creando nuovi discorsi in un tutti i contesti si fanno acquisire ai minori nuovi repertori narrativi, ossia nuove modalità di collocazione, descrizione e di autodefinizione.

    Il fine ultimo è quello di evitare una presa in carico a lungo termine da parte dei Servizi, con sia grandi costi sociali per la collettività da un lato e una collaterale stabilizzazione della carriera di “diverso” dall’altro.

    Dott. Michele Scala

    Referente Alia Cooperativa sociale, via Matteotti 83 – Villafranca Padovana;

    (cell. 349/7518934 email: scalami@libero.it)

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