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	<title>Giuliana Fontanella</title>
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	<description>A Venezia ci sei tu</description>
	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 14:31:01 +0000</pubDate>
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		<title>Due iniziative per i giovani in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 14:31:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bandi Europei]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Europeana&#8221;, la biblioteca digitale europea oggi on line

Europeana, la biblioteca europea multimediale disponibile on line, sarà aperta oggi al pubblico. Sul sito www.europeana.eu gli utenti di Internet in tutto il mondo potranno ora accedere ad oltre due milioni di libri, mappe, registrazioni, fotografie, documenti d&#8217;archivio, dipinti e film provenienti dalle biblioteche nazionali e dalle istituzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.europeana.eu/portal/"><img class="alignleft" src="http://www.europeana.eu/portal/images/think_culture_logo_top_3.gif" alt="" width="159" height="194" /></a><strong>&#8220;Europeana&#8221;, la biblioteca digitale europea oggi on line</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Europeana, la biblioteca europea multimediale disponibile on line, sarà aperta oggi al pubblico. Sul sito <a href="http://www.europeana.eu">www.europeana.eu</a> gli utenti di Internet in tutto il mondo potranno ora accedere ad oltre due milioni di libri, mappe, registrazioni, fotografie, documenti d&#8217;archivio, dipinti e film provenienti dalle biblioteche nazionali e dalle istituzioni culturali dei 27 Stati membri dell&#8217;UE. Europeana apre nuove vie per l&#8217;esplorazione del patrimonio europeo: chiunque si interessi alla letteratura, all&#8217;arte, alla scienza, alla politica, alla storia, all&#8217;architettura, alla musica o al cinema disporrà di accesso rapido e gratuito alle più grandi collezioni e ai più grandi capolavori d&#8217;Europa in un&#8217;unica biblioteca virtuale, attraverso un portale web disponibile in tutte le lingue dell&#8217;UE.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.karlspreis.de/index.php?id=172"><img class="alignright" src="http://www.karlspreis.de/fileadmin/karlspreis/media/wappenkl.gif" alt="" width="58" height="59" /></a><strong>PREMIO EUROPEO CARLO MAGNO DELLA GIOVENTU&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il<a href="http://www.europarl.europa.eu/"> Parlamento europeo</a> e la <a href="http://www.karlspreis.de/">Fondazione del premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana</a> invitano i giovani provenienti da tutti gli Stati membri dell&#8217;UE a partecipare a un concorso sullo sviluppo dell&#8217;UE, sull&#8217;integrazione e sulle questioni relative all&#8217;identità europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;Premio europeo Carlo Magno della gioventù&#8221;  intende  incoraggiare l&#8217;emergere di una coscienza europea fra i giovani e la loro partecipazione a progetti di integrazione europea. Il Premio viene assegnato a progetti, intrapresi da giovani, che favoriscano la comprensione, promuovano l&#8217;emergere di un sentimento comune dell&#8217;identità europea e diano esempi pratici di cittadini europei che appartengono a una stessa comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">SCADENZA: 16 gennaio 2009</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>i fondi di rotazione per le PMI</title>
		<link>http://giulianafontanella.com/2008/11/20/i-fondi-di-rotazione-per-le-pmi/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 18:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività Produttive]]></category>

		<category><![CDATA[Bandi, Finanziamenti e Contributi]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<object style="margin:0px" width="525" height="430.328"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=operativit-fondi-di-rotazione-al-1008-1227202356383542-9"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=operativit-fondi-di-rotazione-al-1008-1227202356383542-9" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="525" height="430.328"></embed></object>
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		<title>Alzheimer,quali speranze e prospettive..</title>
		<link>http://giulianafontanella.com/2008/11/19/alzheimerquali-speranze-e-prospettive/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 13:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Proseguono gli incontri di informazione in Valchiampo, grazie alla cooperazione di un buon gruppo di donne.
Lunedì 10 novembre a Chiampo, in una sala della casa di riposo-Ipab &#8220;S.Antonio&#8221;, è stata affrontata l&#8217;interessante tematica dell&#8217;Alzheimer, con due nomi di eccellenza nel settore. Il professor Ferro Milone, e l&#8217;ingegner Gian Antonio Pozzato hanno portato le loro esperienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/infovalli/3024252653/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3271/3024252653_4199f3acbd_m.jpg" alt="" width="294" height="196" /></a>Proseguono gli incontri di informazione in Valchiampo, grazie alla cooperazione di un buon gruppo di donne.<br />
Lunedì 10 novembre a Chiampo, in una sala della casa di riposo-Ipab &#8220;S.Antonio&#8221;, è stata affrontata l&#8217;interessante tematica dell&#8217;Alzheimer, con due nomi di eccellenza nel settore. Il professor Ferro Milone, e l&#8217;ingegner Gian Antonio Pozzato hanno portato le loro esperienze e le loro competenze illustrando in maniera accessibile a tutti l&#8217;abc di questa malattia.<br />
La malattia dell&#8217;Alzheimer, come è noto, è una delle più diffuse nella nostra società. Ad Alzheimer va il merito di averla individuata nel 1907, studiando i sintomi di un&#8217;inspiegabile confusione di una donna, morta prematuramente a 50 anni.<br />
In particolare sono stati approfonditi alcuni aspetti del morbo, che porta alla progressiva degenerazione neuronale. Ancora prima della comparsa della malattia esistono una serie di disfunzioni, che si possono manifestare all&#8217;esterno quando si dimentica una parola, un termine o un numero. In alcuni casi può essere un campanello d&#8217;allarme della presenza di un circuito che non funziona correttamente.<br />
&#8220;La memoria è una funzione, forse la più importante del nostro cervello - ha spiegato il primario di neurologia, prof.Ferro Milone- perché ci conferisce un&#8217;identità. Riguardo all&#8217;Alzheimer questa può subire lievi alterazioni, come una debole insufficienza cognitiva, che può essere la porta di entrata di diversi tipi di demenza, come la capacità di riconoscere stimoli uditivi o visivi. In un&#8217;indagine del 2003-2004 effettuata su 600 soggetti del vicentino per testare le situazioni cognitive della popolazione è emerso che il 61% ha un cambiamento d&#8217;umore con il sopraggiungere della perdita di capacità cognitive&#8221;.<span id="more-755"></span><br />
I fattori di rischio sono numerosi: riguardano proteine che trasportano i grassi, la mancanza di estrogeni in una donna, la riduzione del consumo di glucosio, lo stress, l&#8217;invecchiamento. E, fattore da non sottovalutare, con la perdita di memoria, si verifica quasi sempre un cambiamento d&#8217;umore che può sfociare anche in stato di depressione. Per debellare la malattia, in ogni caso, è importante giocare d&#8217;anticipo.<br />
L&#8217;ingegnere Gian Antonio Pozzato è intervenuto parlando dell&#8217;invecchiamento e di come ci si deve relazionare con la propria età. Da sempre Pozzato si occupa del settore della biomedicina. In particolare segue e crea ex novo alcuni importanti progetti, e strumenti di precisione per la medicina e chirurgia. Con il Professor Ferro Milone collabora per mettere sul campo le esperienze e alleviare le difficoltà di centinaia di pazienti con disturbi neurologici.<br />
&#8220;Sembra che la perdita di memoria avvenga non perché non memorizziamo le informazioni, ma perché ad un certo punto non sappiamo più dove andare a prendere le informazioni memorizzate- ha spiegato Pozzato. Importante è tenere la mente attiva. Se la mente rimane attiva si crea una scorta di sinapsi che riesce a contrastare l&#8217;Alzheimer. Il cervello allenato si protegge dal morbo: un cruciverba, o un gioco di concentrazione, imparare una canzone, possono aiutare&#8221;.<br />
Questo ci consente di comprendere veramente quanti passi sono stati fatti, che cosa si sta facendo, e cosa si potrà fare anche in futuro nel campo medica, sia nelle cure che nella ricerca. Questa informazione ci consente anche di affrontare con più serenità quelli che possono essere in casi anche molto difficili, alcune situazioni particolari come il fenomeno dell&#8217;Alzheimer.</p>
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		<title>Come la regione aiuterà le imprese ad affrontare la crisi</title>
		<link>http://giulianafontanella.com/2008/11/18/747/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 08:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[principali-strumenti-di-supporto-finanziario-alla-ricerca-e-innovazione
Stiamo vivendo un momento particolarmente delicato sui mercati finanziari ma che si sta estendendo all&#8217;economia reale, chiamando tutti i soggetti, istituzioni politiche, imprese, lavoratori, cittadini, a scelte importanti e, forse, anche dolorose.
Ma se questo momento di crisi può essere percepito come improvviso, è l&#8217;economia e la società stesse che hanno subito, con accelerazioni e rallentamenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/11/principali-strumenti-di-supporto-finanziario-alla-ricerca-e-innovazione.pdf">principali-strumenti-di-supporto-finanziario-alla-ricerca-e-innovazione</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zazonga/50190259/"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm1.static.flickr.com/30/50190259_667a838f76.jpg?v=0" alt="" width="225" height="300" /></a>Stiamo vivendo un momento particolarmente delicato sui mercati finanziari ma che si sta estendendo all&#8217;economia reale, chiamando tutti i soggetti, istituzioni politiche, imprese, lavoratori, cittadini, a scelte importanti e, forse, anche dolorose.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se questo momento di crisi può essere percepito come improvviso, è l&#8217;economia e la società stesse che hanno subito, con accelerazioni e rallentamenti, profondetrasformazioni in questi ultimi decenni.<br />
Anche il Veneto non è stato esente da questi cambiamenti.<br />
Siamo cresciuti e diventati importanti con quello che è stato definito il &#8220;modello veneto di sviluppo&#8221;, che si differenzia da quello delle regioni del triangolo industriale, da quelle meridionali e, per specifiche caratteristiche, anche dalle regioniche costituiscono la cosiddetta &#8220;economia periferica&#8221;.<br />
Lo sviluppo dell&#8217;economia diffusa nel Veneto, fatta di piccole imprese, distretti industriali e catene di fornitura distribuite sul territorio, si è rivelato associato in modo organico con caratteristiche specifiche della cultura e della tradizione veneta, rendendo spendibili sul mercato competitivo attuale caratteristiche storiche profondamente radicate nella popolazione. Esso ha assunto la solidità e la compattezza di un fenomeno durevole, dotato di un respiro che va oltre l&#8217;orizzonte del breve periodo. Il sistema produttivo ha infatti valorizzato, sul terreno economico, tratti socio-culturali che si sono mutati, col trascorrere del tempo, in fattori divantaggio competitivo:<br />
il valore attribuito al lavoro e alla laboriosità, anche in condizioni faticose o stressanti; l&#8217;elevata propensione al risparmio; la forte valenza dei legami familiari e locali; la tendenza al fai-da-te, senza ricorrere<br />
all&#8217;aiuto dello Stato o di strutture già organizzate; l&#8217;articolazione del territorio in una fitta trama di circuiti locali, densi di relazioni e di iniziative diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed, ancora, una tecnologia flessibile; la specializzazione nei settori tradizionali labour intensive (tessile, abbigliamento, calzature, mobilio, alimentari, meccanico), produzione incentrata su beni di consumo, forte apertura verso i mercati esteri senza l&#8217;ausilio di proprie organizzazioni commerciali; massiccio ricorso<br />
all&#8217;autofinanziamento; salari più bassi rispetto a quelli dell&#8217;area nord-occidentale; deboli tensioni sociali; forte presenza di famiglie allargate e proprietarie di piccoli poderi; omogeneità culturale e politica; continuità con i valori della tradizione; struttura urbana diffusa (policentrismo).<br />
La piccola impresa e il legame sociale che la caratterizza sin dall&#8217;inizio (legame verso  la famiglia, verso gli interlocutori locali, verso i fornitori e i clienti) hanno costituito un modello riconoscibile, destinato a <span id="more-747"></span>diventare prevalente nel breve volgere di una o due generazioni. Questo modello ha caratterizzato, tra alti e bassi, l&#8217;economia e la società regionale durante tutta la seconda metà del secolo scorso anche se si è<br />
imposto all&#8217;attenzione generale a partire dagli anni Settanta.<br />
Negli ultimi tempi la crescita economica della Regione, alla pari di quanto è accaduto al resto dell&#8217;economia nazionale, ha incontrato problemi e difficoltà di tipo nuovo, che rendono improponibile pensare al futuro in termini di pura e semplice continuità col passato. Per un verso, la continuità è ostacolata dal cambiamento intervenuto nell&#8217;economia internazionale, che propone oggi nuovi terreni di concorrenza, come la<br />
globalizzazione e la smaterializzazione della produzione, esercitando una pressione sull&#8217;economia veneta in direzione di un profondo cambiamento dei prodotti, dei processi e delle forme organizzative.<br />
Per un altro verso, lo sviluppo economico degli ultimi decenni ha fatto emergere fenomeni di individualismo e di localismo esasperati che cominciano a rappresentare un limite rilevante per la continuazione della crescita nelle forme che si sono manifestate fino ad ora.<br />
Sotto il profilo più strettamente economico, il sistema industriale veneto, costituito nel 2005 da oltre 450.000 (dati Infocamere) (vale a dire più di una impresa ogni dieci abitanti, diffuse su tutto il territorio, è basato sulla Piccola e Media Impresa, che costituisce oltre il 90% dell&#8217;intero tessuto produttivo.<br />
Le tradizionali concentrazioni produttive, organizzate nel sistema dei Distretti, vedono una massiccia presenza di attività nei più diversi comparti dell&#8217;industria manifatturiera.<br />
Questo scenario costituisce, per grandi linee, il cosiddetto &#8220;modello veneto&#8221;, a proposito del quale occorre rilevare che:<br />
• si tratta di un &#8220;modello&#8221; dimostratosi incapace di divenire &#8220;sistema&#8221;, dal momento che i suoi tratti caratterizzanti evidenziano a tutt&#8217;oggi pesanti elementi di dispersione, frammentarietà, disorganizzazione. In altri termini, il &#8220;modello veneto&#8221; ha prodotto negli anni un diffuso benessere materiale e una crescente capacità produttiva e creativa, ma non è stato capace di organizzarsi sistemicamente;<br />
• il risultato dello sviluppo veloce, tumultuoso e a-sistemico del &#8220;fenomeno&#8221; veneto, è stato ed è, accanto all&#8217;accresciuto benessere materiale, una pesante compromissione territoriale e ambientale del Veneto, che ha portato a una situazione di degrado ambientale e di congestione logistica ormai ai limiti del collasso.<br />
Vi sono, poi, due altri importanti aspetti da considerare, che hanno interessato l&#8217;economia mondiale e, quindi, anche quella veneta.<br />
In primis una accelerata crescita degli scambi internazionali, accompagnata da una estesa redistribuzione dei mercati di produzione e di sbocco di beni e servizi. Se da un lato la riorganizzazione in chiave globalizzata dei processi produttivi e commerciali apre nuove sfide per le imprese in termini di definizione del proprio vantaggio competitivo, dall&#8217;altro lato si aprono nuovi scenari connessi ad una altrettanto profonda revisione delle caratteristiche dei prodotti in grado di determinare il loro successo commerciale. Recenti ricerche a livello internazionale segnalano infatti come i contenuti immateriali dei prodotti (estetica,creatività, servizi, comunicazione, marketing, esperienza, qualità) siano sempre più rilevanti per la<br />
generazione di valore e come il processo di scelta dei consumatori sia sempre più orientato a privilegiare questi aspetti. Nel breve volgere di una decina d&#8217;anni sono radicalmente modificate due fra le condizioni che hanno costituito fin qui la base del vantaggio competitivo del sistema veneto: la dimensione locale dell&#8217;arena concorrenziale e la qualità materiale dei manufatti, sono state di fatto sostituite dalla globalizzazione dei mercati e dalla smaterializzazione dei prodotti.<br />
La globalizzazione richiede una riorganizzazione della catena del valore che prevede, da un lato una trasformazione della geografia della manifattura a favore di aree con costi di produzione inferiore e che rappresentano significative opportunità di mercato, dall&#8217;altro una specializzazione delle imprese locali verso le fasi a maggior valore aggiunto e ad alta intensità di conoscenza (R&amp;S, marketing, logistica e distribuzione, comunicazione, ecc.), che rivestono un ruolo chiave per la loro competitività.<br />
La produzione immateriale richiede competenze e modalità organizzative differenti e nuove rispetto alle tradizionali competenze manifatturiere delle imprese, soprattutto per le imprese italiane operanti nei distretti industriali, che hanno costruito la propria competitività a partire da un presidio dei processi produttivi e di trasformazione, piuttosto che su competenze esplicitamente legate alla produzione di significati e di<br />
valore del servizio.<br />
Si ricorda, inoltre, l&#8217;introduzione dell&#8217;Euro, che ha costretto le nostre imprese ad un riposizionamento di strategie, non più basate sulla svalutazione della lira, ma che puntino alla qualità ed all&#8217;innovazione.<br />
Vi è, poi, il complesso fenomeno dell&#8217;immigrazione, risorsa per le imprese venete ma che porta conseguenze a livello sociale.<br />
In questo contesto di mutazioni, non dobbiamo sopravvivere ma cavalcare le possibilità ed opportunità che tali mutazioni determinano.<br />
Vediamo dunque quali sono le politiche ed iniziative della Regione in favore delle PMI.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Innovazione e ricerca: verso l&#8217;economia della conoscenza<br />
</strong>Il superamento del gap tecnologico che caratterizza il comparto industriale veneto rispetto al resto del panorama circostante a livello italiano, europeo e mondiale, costituisce una sfida fondamentale per consentire al Veneto industriale non solo di superare l&#8217;attuale fase di stagnazione, ma anche di avviare un percorso di reale</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripresa e sviluppo competitivo.</strong><br />
Se è vero che le stime sulla R&amp;S in Veneto scontano una rilevazione poco precisa e sicuramente per difetto, è altrettanto vero che siamo distanti dall&#8217;obiettivo di Lisbona (3%, di cui 2/3 a carico del settore privato), soprattutto per quel che riguarda la ricerca di parte privata.<br />
In tal senso, l&#8217;approvazione della nuova legge quadro regionale (9/2207) in materia di innovazione tecnologica, ricerca e sviluppo costituisce un passaggio fondamentale.<br />
Obiettivo centrale è favorire il dialogo e l&#8217;interscambio, allo stato attuale ancora pesantemente deficitari, tra il mondo della ricerca scientifica e quello della produzione industriale.<br />
Occorre che l&#8217;attività di studio e ricerca sviluppata all&#8217;interno delle Istituzioni scientifiche universitarie e post universitarie, così presenti e ricche nel Veneto, si intrecci con l&#8217;attività di sviluppo di nuovi prodotti e processi tecnologicamente avanzati e innovativi che quotidianamente, e spesso oscuramente, si sviluppano<br />
all&#8217;interno delle imprese.<br />
Occorre superare le difficoltà di comunicazione tuttora esistenti tra i due mondi. Per far questo occorre superare la logica, in sé sterile, della contrapposizione tra il &#8220;sostegno alla domanda&#8221; di innovazione e il &#8220;sostegno all&#8217;offerta&#8221; di innovazione, che caratterizzano l&#8217;attuale sistema di incentivazione garantito dalle leggi nazionali e regionali vigenti.<br />
La soluzione risiede nell&#8217;incentivazione, ancora una volta, delle azioni di sistema: la legislazione regionale deve porsi l&#8217;obiettivo di finanziare le attività di ricerca e sviluppo che vedono assieme la partecipazione e la collaborazione del mondo della ricerca e di quello della produzione.<br />
Un passo importante è stato anche l&#8217;Accordo fra i tre Parchi Scientifici e Tecnologici del Veneto.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la nuova programmazione comunitaria 2007-2013 prevede importanti azioni al<br />
riguardo (si veda più sotto).<br />
In data 28 ottobre 2008 è stato approvato dal Consiglio Regionale il Piano strategico regionale per la ricerca scientifica lo sviluppo tecnologico e l&#8217;innovazione (ex L.R. 9/2007).<br />
<strong>I distretti produttivi</strong><br />
L&#8217;introduzione della nuova legge regionale sui distretti produttivi, l.r. n. 8 del 4 aprile 2003, segna un punto di svolta nella conduzione della politica di incentivazione della Regione Veneto al sistema industriale e, più complessivamente, produttivo della nostra Regione.<br />
Il concetto di Distretto, inteso non solo come &#8220;impresa diffusa&#8221; in alternativa alla grande azienda, ma anche - e meglio - come rete e sistema in grado di produrre, governare e far crescere progetti concreti di sviluppo in tutti i sensi - industriale, produttivo, commerciale, ma anche sociale e culturale - può rappresentare, se<br />
opportunamente governato e gestito, la vera chiave di volta per uno sviluppo di un&#8217;industria veneta in grado di:<br />
• salvaguardare e premiare la cultura del &#8220;saper fare&#8221; tipica dei veneti;<br />
• integrare tra loro i diversi segmenti delle filiere produttive in un&#8217;ottica di economia<br />
di scala;<br />
• finalizzare le progettualità specifiche rendendole patrimonio comune &#8220;di sistema&#8221;;<br />
• ottimizzare le diverse fasi dei processi produttivi con l&#8217;obiettivo del &#8220;risparmio del<br />
territorio&#8221;;<br />
• riposizionare e rafforzare il prodotto veneto sui mercati internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">La valenza vincente della politica distrettuale &#8220;aperta&#8221; introdotta dalla nuova legge, che premia non tanto la sedimentazione e la continuità, quanto piuttosto la progettualità e l&#8217;innovazione di sistema e l&#8217;aggregazione volontaria, risiede per l&#8217;appunto nella potenzialità, che in tal modo si intende offrire al sistema produttivo<br />
veneto, di conseguire due risultati strategici fondamentali per la sua stessa sopravvivenza: il &#8220;fare squadra&#8221; e il cimentarsi con progetti realmente innovativi.<br />
Una evoluzione della legge regionale, nel 2006, sui distretti ha previsto le figure dei metadistretti e delle aggregazioni di filiera.<br />
<strong>L&#8217;internazionalizzazione<br />
</strong>Il quadro attuale delle politiche in atto nella Regione Veneto per quanto attiene l&#8217;internazionalizzazione si presenta alquanto frammentario e disorganico.<br />
Sul versante della promozione del &#8220;prodotto veneto&#8221;, l&#8217;azione fin qui condotta dal sistema pubblico-privato (Camere di Commercio, Centro Estero, Eurosportello, Uffici regionali ICE, Aziende speciali, Associazioni di categoria) se da un lato ha consentito di far conoscere e collocare i prodotti veneti sui mercati mondiali in<br />
maniera più efficace e massiva, dall&#8217;altro ha scontato e sconta tuttora, anche in questo comparto, una scarsa sistematicità, che si traduce in Programma Regionale di Sviluppo un fondamentale spreco di energie e di risorse: duplicazione e sovrapposizione di iniziative, carenze organizzative, diseconomie. Dall&#8217;altro lato si è<br />
assistito in questi anni a un crescente fenomeno di delocalizzazione di attività produttive soprattutto verso i Paesi dell&#8217;Est europeo, che si è sviluppato il più delle volte in modo disorganico e spontaneistico.<br />
In tal senso è necessario:ricondurre a processi unitari le azioni fin qui sviluppate sul terreno della<br />
promozione, concentrando in un sistema regionale unico (agenzia per l&#8217;internazionalizzazione, sportelli unici, etc.) le attività di sostegno e incentivazione all&#8217;export veneto; attuare, attraverso una politica di concertazione pubblico-privata, una politica di accompagnamento all&#8217;internazionalizzazione delle imprese venete, in grado di trasformare la delocalizzazione da fenomeno episodico a momento strategico, in<br />
un&#8217;ottica di collaborazione produttiva e di interscambio fra paesi. In quest&#8217;ottica di razionalizzazione, la Legge regionale n° 33 prevede la costituzione di una società per azioni consortile mista fra la Regione e le Camere di Commercio, con partecipazioni minori anche di altri Enti e delle organizzazioni imprenditoriali.<br />
La gamma di interventi che ci si propone di attuare con questa società va dalla promozione del sistema Veneto in tutti i suoi aspetti economico-produttivi, dal settore primario al secondario, al commercio, alle infrastrutture e servizi, alla diffusione dell&#8217;informazione sulle politiche commerciali, produttive, finanziarie nei paesi terzi, all&#8217;attivazione di sportelli, banche dati, repertori sull&#8217;internazionalizzazione dell&#8217;economia e delle imprese, alla diffusione della cultura economica per permettere di consolidare la presenza e competitività sui mercati internazionali fino alla realizzazione di iniziative di formazione<br />
manageriale, di aggiornamento e specializzazione sulle tematiche dell&#8217;internazionalizzazione dell&#8217;impresa e inoltre alla promozione di servizi specialistici innovativi in materia contrattualistica, joint venture, ricerca di partner od altre azioni che consentono al sistema delle PMI un approccio mirato e calibrato<br />
sulle proprie effettive dimensioni e capacità. Ingegneria finanziaria per le imprese<br />
Le imprese venete sono sostanzialmente sottocapitalizzate e, proprio a causa della forte domanda di capitale di terzi con una ridotta patrimonializzazione propria, vi è una certa difficoltà di accesso al credito.<br />
Ecco, quindi, che stanno assumendo sempre più importanza gli strumenti di &#8220;ingegneria finanziaria&#8221;, che consistono in:  Strumenti di accesso al credito, attraverso l&#8217;offerta di fondi di garanzia e<br />
utilizzando gli operatori già presenti nel mercato (Consorzi Fidi);<br />
<span style="text-decoration: underline;">Fondi di rotazione;<br />
Partecipazioni temporanee al capitale di rischio (&#8221;venture capital&#8221;).<br />
</span>Al fine di rispondere alle esigenze economiche e finanziarie delle piccole e medie imprese, gli strumenti dell&#8217;ingegneria finanziaria sono potenzialmente quelli maggiormente idonei a fornire risposte flessibili ed efficaci per i seguenti positivi motivi:<br />
• mantenimento delle risorse nel sistema economico: si ritiene importante che le risorse finanziarie non vengano a disperdersi nel tempo, ma possano, attraverso il reintegro, costituire un ulteriore volano per l&#8217;economia in un&#8217;ottica di lungo periodo.<br />
• valorizzazione degli attori: si ritiene opportuno proporre un approccio &#8220;a rete&#8221; per motivi di:<br />
- efficacia nell&#8217;utilizzo delle risorse. La conoscenza delle esigenze e domande da parte dell&#8217;economia, ai fini della migliore programmazione, non può prescindere da una partnership con i soggetti istituzionali interessati;<br />
- efficienza nell&#8217;utilizzo delle risorse. Si ritiene che l&#8217;utilizzo di soggetti specializzati già operanti possa perseguire l&#8217;efficienza nell&#8217;uso delle risorse;<br />
• effetto moltiplicativo delle risorse: il coinvolgimento delle risorse private previste dalla normativa comunitaria, lungi dal rappresentare un vincolo all&#8217;utilizzo delle agevolazioni, costituisce elemento fondamentale e fondante dell&#8217;azione regionale.<br />
Il sistema privato (associazioni di categoria, sistema degli intermediari finanziari, imprese) è chiamato a partecipare attivamente all&#8217;immissione nel sistema produttivo sia di know-how che di risorse finanziarie;<br />
• ripartizione dei rischi: il sistema delle agevolazioni diverso da quelle a fondo perduto implica non solo, come già illustrato, il mantenimento delle risorse nel sistema, ma anche, attraverso il coinvolgimento degli intermediari finanziari e degli altri soggetti privati, l&#8217;assunzione di parte del rischio nelle operazioni effettuate.<br />
L&#8217;accesso ad operazioni con assunzione di rischi da parte del soggetto finanziatore costituisce un aspetto particolarmente delicato, ancor più accentuato per le imprese start-up e per quelle ad alto contenuto innovativo.<br />
Di seguito si commentano i principali strumenti di ingegneria finanziaria operativi o di prossimo approntamento.<br />
<strong>Fondi di rotazione<br />
</strong>La Finanziaria regionale Veneto Sviluppo gestisce numerosi fondi di rotazione, che coprono praticamente tutti i settori produttivi, per un totale di circa 500 milioni di Euro di provvista pubblica. Alcuni di essi sono specifico per alcune aree territoriali (Fondo di Rotazione per la provincia di Belluno e Fondo di Rotazione per il Polesine).<br />
Come detto, il Fondo di Rotazione si inserisce all&#8217;interno degli strumenti di ingegneria finanziaria; è uno strumento a sportello che, grazie alla quota di provvista pubblica a tasso zero (cui si aggiunge la provvista a tasso di mercato da parte della banca finanziatrice), permette di erogare all&#8217;impresa un finanziamento a tasso<br />
agevolato. I Fondi di Rotazione, grazie ai rientri, permettono di mantenere nel tempo una linea<br />
di finanziamento importante alle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Imprenditoria femminile<br />
</strong>Nell&#8217;ambito delle politiche di pari opportunità e di genere, la Regione Veneto da&#8217; grande importanza alle azioni per favorire l&#8217;imprenditoria femminile (e giovanile).<br />
La Legge Regionale 20 gennaio 2000, n. 1, prevede che la Regione, al fine di agevolare e consolidare il lavoro femminile e consentire una sua qualificata presenza sul mercato, promuova e sostenga l&#8217;imprenditoria femminile, particolarmente in 11settori innovativi, e favorisca la diversificazione delle scelte professionali delle  donne.<br />
Al riguardo, dal 2006 è presente una nuova strumentazione agevolativa, per la quale ad oggi, sono stati destinati complessivamente Euro 10.130.000,00, attuata attraverso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo s.p.a., che ha unito i vantaggi derivanti dai contributi in conto capitale con quelli relativi all&#8217;utilizzo di un fondo di rotazione che, per il funzionamento basato sulla provvista pubblica a tasso zero unita alla provvista<br />
delle banche a tasso convenzionato, permette di ridurre il tasso di interesse sui prestiti erogati.<br />
Beneficiari sono le Piccole e Medie Imprese, (imprese individuali, società cooperative, società di persone e di capitali) ubicate nel territorio della Regione Veneto a prevalente partecipazione femminile, sia nella titolarità che nella gestione dell&#8217;attività (per le imprese individuali il titolare deve essere una donna; per le<br />
società, i soci e gli organi di amministrazione devono essere costituiti per almeno due terzi da donne, mentre il capitale sociale deve essere per almeno il 51% di proprietà di donne).<br />
Non ci sono limitazioni ai settori di attività ammessi.<br />
L&#8217;agevolazione viene concessa secondo le seguenti modalità congiunte di intervento:</p>
<p style="text-align: justify;">· un contributo in conto capitale (a fondo perduto) pari al 15% del costo del progetto ammesso realizzato;<br />
· un finanziamento bancario agevolato di importo pari all&#8217; 85% del costo del progetto ammesso e realizzato, attuato con il sistema del fondo di rotazione, mediante l&#8217;utilizzo di due quote paritarie di provvista:<br />
a) una quota (50%) di fondi regionali a tasso zero;<br />
b) una quota (50%) di provvista bancaria per la parte rimanente a tasso convenzionato (attualmente pari all&#8217;Euribor a 3 o 6 mesi + max 1,5 punti di spread annui).<br />
<strong>Imprenditoria giovanile<br />
</strong>La Regione con la Legge Regionale 24 dicembre 1999, n. 57 &#8220;Interventi regionali per lo sviluppo dell&#8217;imprenditoria giovanile veneta&#8221;, ha inteso concorrere alla promozione e al sostegno dell&#8217;imprenditoria giovanile.<br />
Analogamente a quanto attuato per l&#8217;imprenditoria femminile, è stata attuata nell&#8217;anno in corso una nuova strumentazione agevolativa &#8220;a sportello&#8221; attraverso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo s.p.a e quindi senza limiti temporali per la presentazione della domanda, che consente a imprese individuali ,(i cui titolari siano persone di età compresa tra 18 e 35 anni compiuti), oppure società e cooperative (i cui soci siano almeno il 60% persone di età compresa tra 18 e 35 anni compiuti ovvero il cui capitale sociale sia detenuto per almeno i due terzi da persone di età compresa nel limite suddetto) di avere un aiuto per un investimento compreso tra 20.000 e 100.000 euro in forma mista, cioè per l&#8217;85% come prestito a tasso agevolato<br />
(attraverso lo strumento del fondo di rotazione) e per il 15% come contributo in conto capitale. Ad oggi per questa iniziativa sono stati destinati 8.000.000,00 di euro.<br />
<strong>Programma operativo regionale 2007-2013 (nuova programmazione comunitaria)<br />
</strong>La nuova programmazione comunitaria 2007-2013 (Fondi FESR) attribuisce grande attenzione al settore delle imprese.<br />
In particolare, l&#8217;asse 1 (che prevede 190 milioni di Euro di contributi) è destinato alla ricerca, sviluppo ed innovazione nelle PMI, mentre l&#8217;asse 2 (che prevede 68 milioni di Euro di contributi) è dedicato all&#8217;energia.<br />
Si segnalano le seguenti azioni di particolare interesse per le PMI.<br />
Azione 1.1.1: Supporto ad attività di ricerca, processi e reti di innovazione e alla creazione di imprese in settori a elevato contenuto tecnologico<br />
L&#8217;azione finanzia le reti costituite da imprese, organismi di ricerca, centri di servizio e istituzioni pubbliche, per lo sviluppo di attività di trasferimento tecnologico e di diffusione dell&#8217;innovazione e la creazione di imprese innovative da Università, Istituti di Ricerca e imprese esistenti in settori ad alto contenuto di conoscenza.<br />
L&#8217;azione prevede inoltre la possibilità di realizzare nuove infrastrutture di ricerca o il potenziamento di infrastrutture esistenti, funzionali a supportare l&#8217;innovazione radicale o il miglioramento tecnologico di processi e prodotti. Tali interventi saranno realizzati sulla base degli indirizzi del Piano Strategico Regionale per la Ricerca, lo Sviluppo Tecnologico e l&#8217;Innovazione.<br />
Le attività previste saranno fortemente correlate con i Distretti Produttivi e dell&#8217;Innovazione e volte a soddisfare i fabbisogni delle imprese.<br />
Azione 1.1.2: Contributi a favore dei processi di trasferimento tecnologico e allo sviluppo di strutture di ricerca interne alle imprese<br />
Questa azione è volta alla promozione del sistema regionale della conoscenza, attraverso:<br />
a) il sostegno al trasferimento tecnologico alle imprese;<br />
c) l&#8217;implementazione di strutture di ricerca interne alle imprese.<br />
Azione 1.1.3: Contributi per l&#8217;utilizzo da parte delle imprese di strutture qualificate per l&#8217;attività di ricerca.<br />
L&#8217;azione si pone come obiettivo lo sviluppo della competitività delle imprese facilitando l&#8217;acquisizione di conoscenze innovative da qualificate strutture esterne di ricerca e servizi quali Università, Enti pubblici di ricerca, Laboratori pubblici e privati e dalla rete di Parchi Scientifici e Tecnologici<br />
Azione 1.1.4: Diffusione di servizi di consulenza esterna a sostegno delle PMI finalizzati al processo evolutivo aziendale e alla continuità d&#8217;impresa<br />
L&#8217;azione si attuerà mediante la diffusione di servizi di consulenza esterna a sostegno delle PMI finalizzati al processo evolutivo aziendale, cioè a valorizzare la capacità delle PMI di<br />
reinterpretare prodotti e servizi.<br />
Azione 1.2.1: Sistema delle garanzie per investimenti nell&#8217;innovazione e per l&#8217;imprenditorialità<br />
L&#8217;azione persegue l&#8217;obiettivo generale di favorire l&#8217;accesso al credito da parte delle Piccole e Medie Imprese, le quali risultano spesso sottocapitalizzate e, quindi, portatrici di elevata domanda di finanziamenti di terzi, per finanziare investimenti in R&amp;ST e innovazione e in promozione dell&#8217;imprenditorialità.<br />
Per raggiungere questo obiettivo si procederà a:<br />
?ripartire il rischio attraverso la costituzione di fondi rischi gestiti dai Confidi;<br />
?consolidare, anche attraverso aggregazioni,gli organismi di garanzia.<br />
Dopo l&#8217;emanazione del bando pubblico per individuare i Confidi, si sta procedendo alla ripartizione dei fondi fra di essi.<br />
Successivamente sarà possibile aprire rendere disponibili le garanzie agevolate in favore delle imprese (agevolazione a sportello).<br />
Azione 1.2.2: Partecipazioni minoritarie e temporanee al Capitale di rischio di imprese innovative<br />
Il capitale di rischio è connesso al finanziamento del capitale proprio a favore di imprese con elevato potenziale di crescita che non hanno sufficiente accesso ai mercati dei capitali, in particolar modo nelle prime fasi del ciclo di vita delle imprese o di innovazione.<br />
Sono quindi da escludersi le mere operazioni finanziarie non supportate da investimenti innovativi.<br />
L&#8217;azione si attuerà attraverso partecipazioni minoritarie e temporanee al capitale di rischio e altre strumentazioni agevolative di carattere innovativo collegate al risultato di impresa.<br />
Azione 1.2.3: Costituzione di un fondo di rotazione per il finanziamento agevolato degli investimenti innovativi delle PMI<br />
La misura favorisce l&#8217;accesso al credito delle PMI per finanziare gli investimenti innovativi materiali e immateriali necessari per:<br />
?investimenti di innovazione nell&#8217;impresa<br />
?rinnovo e aggiornamento tecnologico dell&#8217;impresa<br />
Essa si colloca nell&#8217;ambito degli interventi a sostegno delle PMI, che connotano diffusamente il tessuto produttivo veneto, finalizzati al rafforzamento di tale settore con un rilancio dell&#8217;azione di sostegno all&#8217;accesso al credito.<br />
L&#8217;azione opera attraverso la concessione di finanziamenti agevolati, prestiti partecipativi e operazioni di leasing agevolato attuati con lo strumento del fondo di rotazione.<br />
Il bando per l&#8217;individuazione del soggetto gestore del fondo di rotazione scade il 3 novembre p.v.<br />
Successivamente, sarà possibile rendere disponibile l&#8217;agevolazione alle imprese (strumentazione a sportello).</p>
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		<title>Una slide su Veneto Sviluppo S.P.A.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 16:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
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		<title>Politiche e strumenti regionali per l’artigianato.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 08:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quale politica, e quali strumenti, la regione ha oggi in campo per accompagnare lo sviluppo dell&#8217;artigianato veneto?
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/anto-b/2325518888/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3165/2325518888_722a0669f9.jpg?v=0" alt="" width="300" height="198" /></a>Quale politica, e quali strumenti, la regione ha oggi in campo per accompagnare lo sviluppo dell&#8217;artigianato veneto?<br />
E questa politica che tipo di impatto subisce e quali reazioni può produrre a fronte dell&#8217;attuale situazione economica prossima alla recessione e dagli effetti probabilmente lunghi?<br />
L&#8217;impianto normativo e delle incentivazioni regionali per l&#8217;artigianato si è evoluto nel tempo in funzione di un progetto di sviluppo organico e coerente di tutto il sistema regionale e sotto la spinta dell&#8217;integrazione  europea e dell&#8217;estensione della competitività interna e internazionale.<br />
L&#8217;obiettivo della politica regionale rimane quello di rafforzare e valorizzare l&#8217;artigianato e le piccole imprese nella consapevolezza della diversità delle loro espressioni che tutte però devono essere sostenute in percorsi di qualificazione, modernizzazione, evoluzione, cambiamento.-<br />
Ed in questi percorsi, necessari e a volte non indolori, la Regione vuole favorire  e garantire una imprenditorialità:<br />
agganciata all&#8217;innovazione, alle nuove tecnologie e ai circuiti della ricerca e dei mercati mondiali,<br />
capace di qualificare attraverso la formazione le proprie capacità tecniche e organizzative,<br />
attiva nel veicolare conoscenze e competenze,<br />
aperta a realizzare forme di collaborazione e di reti con altre imprese,<br />
partecipe della  sostenibilità dello sviluppo, non come vincolo ma come mezzo per migliorare la qualità della vita (ambiente, energia, sicurezza, mobilità&#8230;)<br />
fortemente legata al contesto di riferimento per contribuire alla ricchezza e alla coesione sociale e culturale del proprio territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo viene perseguito con una legislazione e con incentivazioni , di intensità diversa in relazione a delle priorità che meglio possono garantire risultati stabili: in particolare, le imprese artigiane hanno attualmente queste opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">CREDITO  AGEVOLATO</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di finanziamenti bancari e leasing finalizzati ad investimenti aziendali (fino a 300mila €) ed, in alcuni casi, anche ad acquisto di materia prima, consolidamento delle passività, capitalizzazione.<br />
L&#8217;intervento agevolativo consiste nella riduzione degli interessi del prestito di circa il 50%.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre sono gli strumenti agevolativi:<br />
1) ARTIGIANCASSA.<br />
Negli ultimi 5 anni, questo prestito ha attivato oltre 700 milioni di investimenti, per oltre 13.000 imprese. La regione ha sempre attivato le risorse dell&#8217;agevolazione per un totale di circa 27 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">2) FONDI DI ROTAZIONE  gestiti da VENETO SVILUPPO<br />
E&#8217; un Fondo di risorse regionali di 72 mil<span id="more-741"></span>ioni di euro, completamente utilizzato, e che si ripristina gradualmente ogni anno con il rimborso dei prestiti e con eventuali nuove risorse regionali.<br />
Veneto Sviluppo gestisce anche un Fondo di rotazione di risorse europee per le imprese con sede nei comuni individuati (356): il fondo ha una dotazione di 60 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">3) PICCOLO CREDITO AGEVOLATO<br />
A fronte di prestiti bancari di importo inferiore a 30 mila euro, la Regione partecipa con un contributo a fondo perduto corrispondente all&#8217;8% dell&#8217;ammontare del prestito.</p>
<p style="text-align: justify;">
Annualmente, il credito agevolato attraverso la Regione, consente alle imprese artigiane di attivare investimenti  per 160 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">GARANZIE  su credito attraverso i Confidi</p>
<p style="text-align: justify;">I Confidi sono strutture cooperative/consortili, formate da imprese artigiane, che hanno lo scopo di favorire l&#8217;accesso al credito e di convenzionare i costi del credito bancario ottenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella regione sono circa 100.000 i soci di Confidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo sistema, fortemente radicato nella regione, i Confidi danno garanzie (normalmente del 50%) per quasi 800 milioni di euro corrispondenti a 1,5 miliardi di euro di credito concesso dalle banche all&#8217;artigianato.</p>
<p style="text-align: justify;">La Regione annualmente apporta risorse (3-4 milioni) per rafforzare il patrimonio dei Confidi che ammonta a 130 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sistema, soprattutto in questa fase di restrizione del credito bancario, costituisce il mezzo più adatto e più credibile di tutela e di sostegno delle piccole imprese: per questo la Regione continua l&#8217;attività di consolidamento di queste strutture e sollecita questa scelta anche ad altre imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Inoltre, in considerazione della situazione finanziaria che  ha già spinto alcune banche ad azioni di restrizione verso le piccole imprese, la Regione ha attivato un INTERVENTO STRAORDINARIO 2008-2009, per accrescere il patrimonio dei Confidi allo scopo di innalzare la garanzia fino al 70% per far fronte a  tutte quelle esigenze di liquidità che possono compromettere e/o rallentare l&#8217;attività delle imprese artigiane.</p>
<p style="text-align: justify;">ALTRE OPPORTUNITA&#8217;</p>
<p style="text-align: justify;">Altre leggi regionali prevedono interventi per le imprese artigiane, sottoforma di contributo in conto capitale per:<br />
investimenti nel settore delle reti e dei servizi telematici<br />
assistenza alla formazione e ai progetti di aggregazioni tra imprese<br />
iniziative a tutela di marchi produttivi regionali<br />
attività di promozione all&#8217;export tramite appositi consorzi</p>
<p style="text-align: justify;">
LA NORMATIVA REGIONALE</p>
<p style="text-align: justify;">Contribuisce allo sviluppo dell&#8217;artigianato anche la normativa regionale rivolta a regolare alcuni mestieri che richiedono particolari competenze tecnico-professionali; la competenza regionale questa si esplicita soprattutto nelle attività artigianali che impattano con la tutela dei consumatori utenti in campo sanitario, ambientale, della sicurezza (servizi alla persona come acconciatori, estetisti&#8230;.; qualità dei materiali nelle costruzioni edili, nell&#8217;impiantistica, nell&#8217;abbigliamento&#8230;.): la normativa considera fattore di sviluppo la qualificazione delle attività acquisita attraverso l&#8217;esperienza e la continua formazione imprenditoriale.<br />
Infine, a livello normativo e amministrativo si stanno favorendo strumenti che incoraggiano l&#8217;imprenditorialità, riducendo i tempi e i costi amministrativi per l&#8217;avvio e la gestione delle attività.</p>
<p style="text-align: justify;">
OPPORTUNITA&#8217;  PER  PMI</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle opportunità riservate al settore artigiano, altre sono disponibili in leggi regionali e con risorse comunitarie che si rivolgono all&#8217;insieme delle Piccole Medie Imprese, di cui le imprese artigiane  fanno parte e quindi possono utilizzare.<br />
Queste opportunità vogliono sostenere lo sviluppo di fattori (innovazione, formazione, ricerca, cooperazione, ambiente, &#8230;) determinanti la competitività economica, e si sostanziano in contributi a fronte di progetti specifici che possono essere predisposti con l&#8217;assistenza delle associazioni di categoria.<br />
Tali opportunità riguardano ad esempio:<br />
il sostegno delle attività di ricerca, di sviluppo tecnologico, di diffusione delle conoscenze e delle innovazioni, favorendo e valorizzando l&#8217;apporto delle università e  dei centri di ricerca e il loro collegamento con le imprese;<br />
l&#8217;incentivazione di attività formative, con metodologie innovative, per gli imprenditori e per i loro dipendenti, volte a sviluppare conoscenze e competenze nuove e  adeguate ai mutamenti del sistema produttivo<br />
investimenti materiali e immateriali presentati da distretti produttivi<br />
investimenti materiali e immateriali presentati da aggregazioni di almeno 9 imprese, per superare il vincolo dimensionale e raggiungere una maggiore capacità competitiva, sia a livello produttivo che strategico<br />
avvio e investimenti di imprese giovanili e a prevalenza femminile<br />
il sostegno per l&#8217;accesso a servizi di promozione di produzioni tipiche, di assistenza sui mercati internazionali, di sviluppo dei sistemi di qualità aziendali</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Perché non parlare di linguaggi diversi? Genitori ed esperienze innovative a confronto</title>
		<link>http://giulianafontanella.com/2008/11/13/perche-non-parlare-di-linguaggi-diversi-genitori-ed-esperienze-innovative-a-confronto/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 08:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[‘Una società evoluta deve riflettere sul valore e sulle potenzialità di quello che tutti noi codifichiamo
col termine disabilità’
Martedì 18 Novembre 2008 ore 20.30, presso la Sala Cosiliare del Comune di Altissimo  avverrà un incontro sul tema “Perché non parlare di linguaggi diversi? Genitori ed esperienze innovative a confronto”
Relatori della serata saranno:
Luigi Scarpis e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>‘</em><a href="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/11/serata-per-i-linguaggi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-736" title="locandina per la serata sul linguaggio diverso" src="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/11/serata-per-i-linguaggi-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><em>Una società evoluta deve riflettere sul valore e sulle potenzialità di quello che tutti noi codifichiamo<br />
col termine disabilità’</em></p>
<p style="text-align: justify;">Martedì 18 Novembre 2008 ore 20.30, presso la Sala Cosiliare del Comune di Altissimo  avverrà un incontro sul tema <strong>“Perché non parlare di linguaggi diversi? Genitori ed esperienze innovative a confronto”</strong><br />
Relatori della serata saranno:</p>
<p style="text-align: justify;">Luigi Scarpis e i genitori del Comitato Genitori Autismo Veneto che avete imparato a conoscere per la loro preziosissima campaga informativa e di cui vi segnalo il sito <a href="http://www.emergenzautismo.org">www.emergenzautismo.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Dott. Michele Scala di cui abbiamo avuto modo di parlare in due articoli legati alle sue innovative ricerche nello studio del lingua dei segni con dei risultati molto interessanti. Vi risegnalo dunque il suo lavoro. Cliccando <a href="http://giulianafontanella.com/2008/09/04/la-ludoteca-dellalbero-segnante-bambini-sordi-e-udenti-assieme-per-imparare-divertendosi/">qui</a> troverete una spiegazione del lavoro svolto alla Ludoteca dell&#8217;Albero Segnante, dove bambini sordi e udenti possono imparare assieme divertendosi, cliccando <a href="http://giulianafontanella.com/2008/09/08/i-risultati-della-prima-stagione-della-ludoteca-dellalbero-segnante/">qui </a>invece potrete trovare i primi risultati di questa significativa sperimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sotto potrete scaricare il Pdf dell&#8217;invito alla serata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/11/invito-serata-18-11-08_linguaggi-alternativi.pdf">invito-serata-18-11-08_linguaggi-alternativi</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Life competence</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 11:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Scienze della vita e salute]]></category>

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		<description><![CDATA[LIFE COMPETENCE è la nuova banca dati che contiene tutti i 680 progetti finanziati dall&#8217;Ue appartenenti al programma &#8220;Scienze della vita e salute&#8221; del 6°PQ presentati tra il 2003 e il 2006.
Questa banca dati, oltre a rappresentare un utile strumento per lo scambio dei risultati e la cooperazione per nuovi progetti di ricerca, diventa un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lifecompetence.org/"><img class="alignleft" src="http://www.lifecompetence.org/img/logo_start.gif" alt="" width="221" height="146" /></a>LIFE COMPETENCE è la nuova banca dati che contiene tutti i 680 progetti finanziati dall&#8217;Ue appartenenti al programma &#8220;Scienze della vita e salute&#8221; del 6°PQ presentati tra il 2003 e il 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa banca dati, oltre a rappresentare un utile strumento per lo scambio dei risultati e la cooperazione per nuovi progetti di ricerca, diventa un one-stop-shop per le aziende, le università e le ONG per scoprire cosa succede e chi è coinvolto. In concreto, ciò permette a chi interessato ai risultati di queste ricerche di contattare direttamente i partecipanti al progetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lifecompetence.eu/">http://www.lifecompetence.eu/</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Il libro verde sulla coesione territoriale</title>
		<link>http://giulianafontanella.com/2008/11/11/il-ibro-verde-sulla-coesione-territoriale/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 09:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 6 Ottobre la Commissione europea ha adottato il Libro verde sulla coesione territoriale. Tale iniziativa è volta a stimolare un ampio dibattito pubblico fino al 28 febbraio 2009 per pervenire a una comprensione migliore e condivisa del concetto di coesione territoriale nonché delle sue implicazioni per le politiche dell&#8217;UE.
Questo Libro verde sostiene che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/09/flag.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-460" style="margin: 5px 10px;" title="flag" src="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/09/flag-300x296.jpg" alt="" width="180" height="178" /></a>Il 6 Ottobre la Commissione europea ha adottato il Libro verde sulla coesione territoriale. Tale iniziativa è volta a stimolare un ampio dibattito pubblico fino al 28 febbraio 2009 per pervenire a una comprensione migliore e condivisa del concetto di coesione territoriale nonché delle sue implicazioni per le politiche dell&#8217;UE.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo Libro verde sostiene che la diversità territoriale dell&#8217;UE è un elemento fondamentale che può contribuire allo sviluppo sostenibile dell&#8217;UE nel suo insieme. Per trasformare questa diversità in un punto di forza, è necessario occuparsi della coesione territoriale concentrandosi su nuovi temi, su nuove relazioni che uniscano i territori dell&#8217;UE a differenti livelli territoriali, e su nuove forme di cooperazione, coordinamento e partnership. Questi sono gli argomenti principali del dibattito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<ul style="text-align: justify;">
<li> Osservare la coesione da un punto di vista territoriale porta l&#8217;attenzione a temi quali lo sviluppo sostenibile e l&#8217;accesso ai servizi. Evidenzia inoltre che molte questioni non rispettano i confini amministrativi e potrebbero necessitare di una risposta coordinata da diverse regioni o paesi, mentre altre devono essere affrontate a livello locale o tra paesi vicini. In base all&#8217;esperienza dell&#8217;obiettivo di cooperazione territoriale europea è possibile iniziare una riflessione su come migliorare ulteriormente la cooperazione tra regioni all&#8217;interno dell&#8217;Unione e con le regioni confinanti.</li>
<li> L&#8217;approccio territoriale integrato della politica sulla coesione è ideale per rispondere a questioni complesse e fortemente localizzate, quali lo sviluppo regionale, ma per massimizzare le sinergie è necessario un migliore coordinamento con le politiche settoriali. La coesione territoriale inoltre sottolinea il valore aggiunto del partenariato con una forte dimensione locale, che garantisce una progettazione e implementazione delle politiche basate sulle conoscenze locali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il libro è disponibile per il download qui sotto e nei prossimi giorni anche dalla casella di Box.net qui  a fianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/11/libro-verde-cooperazione-territoriale.pdf">libro-verde-cooperazione-territoriale</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Partnership internazionale: un nuovo bando per i giovani e un nuovo sito.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 10:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[PROGRAMMA: YOUTH IN ACTION
Scadenza: 01/12/2008
PROGRAMMA:
TITOLO: YOUTH IN ACTION, azione 4.6 - Partenariati
STRUTTURA RESPONSABILE: EACEA - Agenzia esecutiva per Educazione, Cultura ed Audiovisivo
BENEFICIARI:
Enti pubblici locali o regionali oppure gli organismi operanti nel settore della gioventù a livello europeo (ENGO) con organizzazioni affiliate in almeno otto paesi del programma
DESCRIZIONE: il presente invito mira a consentire l&#8217;integrazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/09/youth-in-action.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-489" title="youth-in-action" src="http://giulianafontanella.com/wp-content/uploads/2008/09/youth-in-action.gif" alt="" width="240" height="155" /></a><span style="text-decoration: underline;">PROGRAMMA: YOUTH IN ACTION</span></p>
<p><em>Scadenza: 01/12/2008</em></p>
<p>PROGRAMMA:</p>
<p>TITOLO: <span style="color: #ff0000;">YOUTH IN ACTION</span>, azione 4.6 - Partenariati</p>
<p>STRUTTURA RESPONSABILE: EACEA - Agenzia esecutiva per Educazione, Cultura ed Audiovisivo</p>
<p>BENEFICIARI:</p>
<p>Enti pubblici locali o regionali oppure gli organismi operanti nel settore della gioventù a livello europeo (ENGO) con organizzazioni affiliate in almeno otto paesi del programma</p>
<p>DESCRIZIONE: il presente invito mira a consentire l&#8217;integrazione di tali progetti in un quadro strutturato, portato avanti da un ente pubblico o da un organismo di livello europeo.</p>
<p>I progetti integrati possono essere attuati direttamente dal beneficiario della sovvenzione oppure da altri enti sostenuti congiuntamente dal beneficiario e dall&#8217;Unione. Quest&#8217;approccio si inserisce in un processo di partenariato teso a garantire l&#8217;effetto moltiplicatore più ampio possibile alle azioni in favore della gioventù.</p>
<p>SCADENZA: 10/12/2008</p>
<p><a href="http://www.ccre.org/"><img class="alignleft" title="CCRE" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/df/Logo_CCRE.svg/340px-Logo_CCRE.svg.png" alt="" width="130" height="133" /></a><span style="text-decoration: underline;">NUOVO SITO PER I GEMELLAGGI EUROPEI</span></p>
<p>Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d&#8217;Europa (CCRE) lancerà il prossimo 13 novembre un nuovo sito web multilingue sui gemellaggi.</p>
<p>Scopo principale del nuovo sito è quello di facilitare la ricerca di partner per i gemellaggi.</p>
<p>Il portale, oltre a rappresentare un utile strumento di informazione sui programmi di gemellaggio, conterrà un&#8217;apposita rubrica per avviare progetti di successo ed una banca dati dei gemellaggi di successo.</p>
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