29 Oct 2007, 2:11pm
Politica
by giuliana

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  • Per contattarmi

    Sede Comitato Elettorale
    Via Arzignano 75
    36072 Chiampo
    (lungo la Strada Provinciale
    Chiampo-Arzignano)
    tel.0444 421157
    cell.334 9042094
    fontanellagiuliana@gmail.com

  • Questo è il nostro spazio…

    Ho aperto questo spazio per avere una possibilità di dialogare in maniera diretta con i cittadini. Propongo di essere una figura che può porsi come un tramite tra le istituzioni e i problemi di ciascuno. Voglio dimostrarmi aperta ai dibattiti e alle critiche costruttive, per creare ASSIEME uno spazio democratico. Chi mi conosce sa che amo il contatto diretto con le persone e questo blog mi sembra un ottimo strumento perchè possiate contattarmi nel modo più semplice possibile. Credo in una democrazia orizzontale in cui le idee di tutti concorrono a formare il progresso della comunità. A fronte di una politica sentita sempre più lontana io non voglio isolarmi, ho bisogno di voi, dei vostri consigli, voglio sapere quali problemi dovete affrontare quotidianamente e voglio provare a risolverli, o perlomeno ad indirizzarli in una via di soluzione. Non intendo utilizzare questo spazio per reclamizzare programmi politici (nè tantomeno per vendervi alcunchè), le tematiche le costruiremo assieme, io ci metto la mia passione per i temi sociali, per la ricerca e per la vera innovazione.

    In più userò le potenzialità di internet per redigere un vero e proprio bollettino il più possibile aggiornato sulle attività del consiglio regionale:a tal riguardo trovere una serie di link utili nonchè un’agenda dei miei appuntamenti.

    Perchè questo spazio sia veramente democratico e diventi un terreno di scambio,ho bisogno di sentire la tua voce, quindi esplora fin che puoi e fin che vuoi, leggi i miei post e guarda i miei video e se sei d’accordo,o no, fammelo sapere,lascia un commento. Tutto questo blog e la comunità che vogliamo far nascere attorno ad esso ne trarrà giovamento, fermo restando che per l’assunto base che la libertà di un uomo finisce dove comincia la libertà di un altro, dovrai. nel rispetto comune. attenerti ad alcune semplici e logiche regole:
    Io non intendo censurare alcun messaggio ma non tollererò nè pubblicherò:

    messaggi inviati privi di indirizzo email o anonimi nè tantomeno a scopo pubblicitario (questo blog NON ha fini di lucro, chi tenta di inviare spam viene avvisato una volta..)

    messaggi con linguaggio offensivo o che contengono turpiloquio, tantomeno messaggi con contenuto razzista o sessista; segnalerò a chi di dovere messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

    Comunque come proprietaria di questo spazio potrò in qualsiasi momento, a mio insindacabile giudizio, cancellare i messaggi e non potrò essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

    Trattamento dei dati
    Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

      • I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l’attività informativa di questo spazio
      • Il conferimento dei dati è facoltativo e l’eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
      • I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.

    Grazie

    Giuliana Fontanella

    se non volete lasciare un messaggio ma volete comunque contattarmi per espormi una questione la mia e-mail è:

    fontanellagiuliana@gmail.com

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    Ma davvero la scuola non ha nessuna responsabilità quando accadono questi episodi di grande inciviltà? Non mi riferisco certamente alla custodia o vigilanza. Non dovrebbe essere la scuola la fucina degli uomini e donne del futuro? Non dovrebbe essere la scuola ad insegnare ai nostri giovani il significato di parole come solidarietà, aiuto al prossimo, condivisione? Perché nelle scuole non si parla mai in modo esplicito e diretto di DISABILITA’? Nascondendola, non si risolvono i problemi. A noi, ad esempio, non hanno consentito di parlare di nostra figlia alla classe attraverso uno psicologo pagato da noi: avremmo traumatizzato gli studenti…

    Propongo alla Regione la creazione di un “pacchetto disabilità” formato da libri, video, dispense per insegnanti e allievi, distinti per ordine di scuola a partire dalle materne. Delle lezioni da svolgere a scuola per insegnare ai ragazzi ad approcciarsi ai loro compagni più sfortunati, ai loro amici che spesso non sanno capire perché non ne hanno gli strumenti. Anche un gruppo di psicologi della Regione che svolga delle lezioni in ogni classe dove sono inseriti i nostri ragazzi. Mezzaselva???

    Veniamo all’articolo: questo ragazzo ha avuto la possibilità di spiegare quanto successo. Ma quanti sono i nostri ragazzi che subiscono angherie e soprusi e nessuno sa niente perché non sanno, anzi, non possono, esprimersi? E quanti non hanno la ribalta della cronaca??

    Il Tirreno del 07-05-2009
    Picchiato studente disabile
    Il ragazzo deriso e aggredito durante la ricreazione.
    Al pronto soccorso gli hanno trovato lividi e graffi

    PESCIA. «Mi hanno picchiato a scuola durante la ricreazione». A farsi medicare al pronto soccorso spiegando di essere stato aggredito nel corridoio di un istituto superiore pesciatino è stato nel primo pomeriggio uno studente di 16 anni, disabile. Il ragazzo è stato accompagnato all’ospedale dai genitori dopo averlo visto rientrare a casa sotto choc e con una serie di lividi sull’avambraccio destro. Con difficoltà Roberto (nome di fantasia) ha raccontato quello che gli era accaduto. Non sarebbe la prima volta che lo studente subisce le angherie di alcuni compagni. Ieri, però, per la prima volta è stato costretto ad andare all’ospedale.
    Il fatto. Stando a quanto riferito da Roberto al personale del pronto soccorso e ai genitori, l’episodio degenerato nelle lesioni è avvenuto intorno alle 11 durante la pausa dalle lezioni. Un gruppetto lo avrebbe circondato e, dopo averlo schernito, lo avrebbe aggredito provocandogli lividi e graffi. Il medico lo ha visitato praticandogli le prime cure. Dall’ospedale lo studente è uscito con una prognosi di 5 giorni.
    I precedenti. Roberto è seguito dalle elementari da una insegnante di sostegno. A scuola viene accompagnato e ripreso dalla mamma. Non parla molto e anche i precedenti episodi di bullismo li ha ricordati con frammenti subito rimosse e mezze parole.
    Ma i silenzi e lo sguardo cupo alle domande dei genitori su cosa succede a scuola hanno spinto familiari e vicini a scavare di più. E allora il ragazzo ha cominciato ad aprirsi.
    Tra silenzi e sollecitazioni a dire quello che aveva dentro ha iniziato a riferire di quegli incontri nei corridoi durante la ricreazione.
    Lontano dagli occhi di insegnanti e personale non docente in più di uno, almeno a partire da gennaio, si sarebbero avvicinati a Roberto minacciandolo per farsi dare i pochi spiccioli che aveva in tasca. Prima e dopo, però, non gli avrebbero risparmiato le botte.
    Colpi e violenze da lasciare i segni sul corpo e minare il già precario stato di equilibrio psichico del ragazzo.
    Le indagini. I genitori hanno parlato con il preside segnalandogli la gravità dell’accaduto.
    La vittima della storia di bullismo ha dichiarato di conoscere chi lo ha picchiato. Del caso si sta occupando il commissariato.

    Pietro Barghigiani

    8 May 2009, 11:33am
    by Luigi S


    Un video dedicato a tutte le nostre mamme che ogni giorno lottano con grande coraggio:

    http://www.emergenzautismo.org/

    e questa piccola storia:

    LA MONTAGNA

    di Jim Stovall
    (intorno al 1997)

    C’erano due tribù nemiche sulle Ande; una viveva in pianura e l’altra in montagna. La tribù delle montagne un giorno invase la pianura e, come parte del bottino, rapirono un bambino di una famiglia della tribù della pianura e lo portarono con loro in montagna.
    Gli abitanti della pianura non sapevano come scalare la montagna. Non conoscevano nessuno dei sentieri che la gente di montagna usava e ignoravano come arrampicarsi su terreni scoscesi.
    Nonostante ciò, mandarono i loro migliori e più forti uomini a scalare la montagna e a riportare il bambino a casa.
    Gli uomini provarono prima un metodo di arrampicata e poi un altro. Provarono un sentiero e poi un altro. Dopo diversi giorni di sforzi comunque avevano scalato solo poche centinaia di metri.
    Sentendosi disperati e impotenti, gli uomini decisero che la causa era persa e si preparano a tornare al villaggio.

    Mentre stavano raccogliendo le loro cose per scendere, videro la mamma del bambino camminare verso di loro. Realizzarono immediatamente che lei stava SCENDENDO dalla montagna che loro non avevano saputo come scalare .Videro poi che aveva il bambino legato sulle spalle.
    Come poteva essere?
    Un uomo accogliendola le disse: ” Non siamo riusciti a scalare la montagna. Come ci sei riuscita tu, dal momento che noi, gli uomini più forti e capaci del villaggio, non ne siamo stati capaci?

    La donna alzò le spalle e disse: “NON ERA IL VOSTRO BAMBINO!”.

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