Ambiente Attività Produttive Bandi, Finanziamenti e Contributi Sociale: bike sharing finanziamenti noleggio bicicclette
by giuliana
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Nuovi finanziamenti per il bike sharing
Del servizio di bike sharing, ovvero di noleggio automatico di biciclette attivato dalla Regione Veneto, ho diffusamente parlato in precedenza, in particolare qui, riferendomi all’iniziale finanziamentodi 500.000 euro stanziato a fine 2008, e qui a riguardo delle richieste di proroga presentate da alcuni dei Comuni beneficiari. Nel 2009 la Regione ha inoltre stanziato un ulteriore finanziamento pari a 100.000 euro per dare continuità al progetto, ma tale somma è risultata insufficiente a coprire il fabbisogno rappresentato dai Comuni che in precedenza pur avendo presentato progetti ritenuti ammissibili a contributo non hanno potuto beneficiarne per mancanza di fondi.
Inoltre, alcuni Enti esclusi hanno in seguito presentato istanza al fine di essere riammessi:
per il Comune di Padova risulta l’attivazione di un limitato servizio di bike sharing che era stato peraltro successivamente dismesso; il Comune di Abano Terme ha fatto rilevare di aver trasmesso entro i termini previsti il progetto, pur se ad una diversa struttura regionale; il Vegal, che ha presentato il progetto per conto di alcuni Comuni del Veneto orientale, ha prodotto la documentazione attestante la regolarità del mandato ricevuto dai suddetti comuni. La Giunta regionale ha dunque deciso di rendere disponibile altri 100.000 euro da suddividere tra di essi, assegnando a ciascuno dei progetti il 16% del costo ritenuto ammissibile, secondo quanto riporato nell’allegato A.
Attività Produttive Bandi, Finanziamenti e Contributi Istruzione e formazione Sociale: assunzioni disabili disabilitò incentivi telelavoro
by giuliana
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Disabili e telelavoro: un nuovo progetto a Vicenza
Il telelavoro è una realtà ancora poco diffusa in Veneto che però presenta moltissimi vantaggi, come la flessibilità del lavoro, la maggiore motivazione nel lavoro dei dipendenti, il risparmio fiscale-previdenziale, la diminuzione dei costi e delle dimensioni aziendali, la maggiore agilità dell’impresa verso il mercato. I datori di lavoro invece preferiscono di solito non avvalersi di questa modalità lavorativa perché introdurla comporterebbe una diversa organizzazione aziendale e dei processi produttivi, oltrechè una riorganizzazione del personale e dei contratti di lavoro.
Per i disabili, soprattutto per quelli che hanno considerevoli problemi di deambulazione, la possibilità di svolgere un’occupazione in telelavoro rappresenterebbe una valida soluzione alle esigenze di integrazione sociale e indipendenza economica, inoltre le assunzioni di disabili con tale modalità lavorativa sono ulteriormente incentivate, ma in Veneto non sono ancora state realizzate azioni per promuoverle presso i datori di lavoro.
La Provincia di Vicenza, in proposito, ha presentato alla Regione un progetto sperimentale finalizzato proprio alla formazione e all’inserimento lavorativo di disabili in telelavoro, per la costruzione di un modello di intervento che possa essere poi esteso nel territorio. La Regione Veneto ha dunque approvato il progetto destinandovi la somma di 91.526 euro.
Attività Produttive Bandi, Finanziamenti e Contributi Sociale: diritto al lavoro disabili disabilità Servizi per l'impiego
by giuliana
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Disabili e assunzioni: arrivano gli incentivi per i datori di lavoro
Secondo l’art. 13 della legge 68/99, ai datori di lavoro che assumono disabili in regime di convenzione con i Servizi per l’Impiego vanno riconosciute delle agevolazioni, ma nel 2007 si è stabilito che a partire dal 1 gennaio 2008 le queste assunzioni siano agevolate non più con la fiscalizzazione sugli oneri contributivi e assistenziali, ma con incentivi all’assunzione calcolati sul costo salariale annuo che provengono dal Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili.
Per le assunzioni di disabili in convenzione con i SPI avvenute successivamente al 1 gennaio 2008 si è atteso il decreto che avrebbe dovuto definire i criteri e le modalità da seguire per la ripartizione delle disponibilità. Purtroppo questo decreto non è ancora stato fatto, e dto che il riconoscimento delle agevolazioni ai datori di lavoro che hanno assunto disabili nel corso dello scorso anno non può essere bloccato, la Giunta regionale ha deciso di approvare un sistema transitorio. I Centri per l’impiego hanno quindi raccolto le richieste di incentivo dei datori di lavoro che nel 2008 hanno assunto disabili verificando il possesso dei requisiti e l’ammissibilità delle richieste. Le Province hanno trasmesso agli uffici regionali le richieste di incentivo ritenute ammissibili e la somma complessiva delle richieste è di 4.747.152 euro, relativamente a 502 assunzioni in 482 aziende. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali con DM 21.11.2008 ha trasferito alla Regione Veneto 6.169.670 euro, con cui si provvederà ad erogare i contributi previsti.
172_DGR 172_AllegatoA 172_AllegatoB
Ambiente Incontri Sociale: Amici della montagna Bassano del Grappa C.A.I. Emilio Bertan Floriano Prà Giuliana Fontanella Marino Finozzi territori montani
by giuliana
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Gli “Amici della montagna” hanno messo radici in Regione
da Il Giornale di Vicenza di mercoledì 24 febbraio
di Roberto Cristiano Baggio
Mesi di incontri, contatti, riunioni, sottraendo tempo al lavoro e alla famiglia ma alla fine ce l’ha fatta. Il bassanese Emilio Bertan, presidente delle sezioni venete del Cai, è riuscito a dar vita al gruppo “Amici della montagna” che raccoglie consiglieri, ex e assessori della Regione, sulla falsariga di quanto già avviene in Parlamento e in Piemonte.
«Ho trovato sin dall’inizio un grande appoggio da parte di Marino Finozzi, entusiasta della proposta e conoscitore delle problematiche della montagna, – spiega Bertan – il quale è riuscito a coinvolgere i colleghi, facendo leva sulla tradizione del Veneto e sulle nostre montagne, fra le più belle in assoluto. Non è stato difficile, per Finozzi, suscitare l’attenzione e l’interesse di assessori e consiglieri, inseriti in tutto l’arco costituzionale».
Il gruppo è composto attualmente da 35 persone ma è destinato ad ingrossarsi.
Nelle scorse settimane, a Venezia, c’è stata la prima riunione per approvare il regolamento ed eleggere il presidente e i due vice. Poche le formalità e unanime la decisione di affidare la guida del gruppo all’ex assessore Floriano Prà, bellunese, e la vicepresidenza alla vicentina Giuliana Fontanella e al veronese Alberto Tomiolo.
Marino Finozzi ha espresso soddisfazione per il buon esito dell’iniziativa alla quale – ha precisato – «abbiamo creduto fin dall’inizio, ritenendola uno strumento di dibattito e di proposta utile per aiutare la nostra montagna, intesa come ambiente fisico da salvaguardare, come contesto economico da valorizzare e sviluppare, come abitanti sui quali investire perchè possano continuare a presidiare una realtà tanto preziosa quanto fragile».
Della necessità di utilizzare tutte le opprotunità per «dare voce alla montagna e a chi in montagna vive e lavora» ha parlato anche Emilio Bertan, il quale ha sottolineato che la montagna a cui pensiamo «non è una riserva indiana o una bella cartolina di natura morta o peggio ancora un luna park ad uso e consumo della pianura e della città. Al contrario dovrà essere sempre di più un luogo dove la gente possa ritrovare la propria identità, le proprie tradizioni e la dignità di cittadini di questa regione e di questo paese».
«L’associazione – ha aggiunto Bertan – persegue la promozione e la sensibilizzazione dell’azione legislativa al fine di valorizzare la montagna veneta in relazione alle altre aree montane delpaese e dell’Europa. In tal senso l’associazione si impegna a rafforzare la “governance” dei territori montani con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sostenibile, migliorare la qualità della vita degli abitanti favorendone la permanenza in loco, conservare e perpetuare le culture e le tradizioni delle montagne, proteggere il fragile ecosistema, assicurare la salvaguardia del territorio e la difesa del suolo».
Al gruppo hanno già dato la loro adesione tutti i consiglieri regionali vicentini e l’assessore Elena Donazzan.
Istruzione e formazione Sociale sanità: assistenza scolastica autismo danno esistenziale handicap insegnante di sostegno istruzione salute
by giuliana
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Ore di sostegno scolastico ai disabili: l’ultima parola spetta alla Asl
di Fortuna Di Chio
In Italia sono tanti i genitori d’alunni portatori di handicap, sia fisico sia psichico, che sono stati costretti a ricorrere alla magistratura per poter vedersi riconosciuto il diritto dei propri figli di fruire di un insegnante di sostegno nell’intero orario scolastico settimanale, e non solo per pochissime ore, in considerazione di gravi patologie che impediscono un adeguato inserimento nell’ambiente scolastico. Ciò premesso, è utile ricordare che il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Puglia (sede di Bari) si è mostrato sensibilissimo innanzi al dramma di una bimba di otto anni con grave disabilità che si è vista ridurre drasticamente le ore di sostegno scolastico. Con un’interpretazione oculata delle norme giuridiche, la sentenza, emessa in data 25 giugno 2009, evidenzia che «il contenuto della prestazione di sostegno o assistenziale non deve essere determinato e specificato né dai genitori esercenti la potestà sul disabile, né tantomeno dall’Amministrazione Scolastica, bensì esclusivamente ed unicamente dalla A.S.L., organo tecnico competente e in grado quindi di attribuire al diritto il concreto contenuto rapportato alle esigenze del disabile»( T.A.R. Puglia, 25 Giugno 2009). I Giudici hanno sostenuto la tesi maggioritaria nel considerare il «diritto del disabile al sostegno e all’assistenza scolastica» un «diritto fondamentale della persona». Pertanto, l’Amministrazioni Scolastica non ha alcuna discrezionalità in materia di “monte ore” per l’ insegnamento di sostegno a favore del disabile, poiché deve esattamente erogare il livello di assistenza indicato dalla A.S.L. Ciò conduce, dunque, a rifiutare scale di valori che osano comparare i diritti fondamentali dell’individuo, come la salute e l’istruzione, con interessi pubblici legati alla mancata disponibilità finanziaria o all’esigenza di contenimento della spesa pubblica. Ma vi è di più. Gli entusiasmi accesi dalla sentenza del TAR Puglia del 25 giugno 2009 sono legati, senza ombra di dubbio, dal riconoscimento del «danno esistenziale» in favore della piccola disabile. Ebbene, il provvedimento del TAR Puglia rientra, con orgoglio, tra i primi in Italia (probabilmente è il capofila) ad aver riconosciuto il danno esistenziale per la riduzione delle ore di sostegno ad una bimba disabile. Un traguardo importantissimo non soltanto per chi, in questa vicenda, ha sostenuto e difeso la parte lesa nei suoi diritti fondamentali, ma, soprattutto, per la nostra società. Basta riflettere sulle motivazioni della sentenza, dalle quali emerge che «pur in assenza di specifica prova del danno esistenziale subito dalla minore, deve ritenersi che il venir meno dell’assistenza scolastica e di base in presenza della grave e documentata situazione di disabilità abbia determinato un regresso nella vita scolastica e relazionale del minore […] con conseguente aggravamento del senso di insicurezza e del livello di autostima della bambina, nonché del senso di emarginazione, con grave pregiudizio subito dalla piccola»( T.A.R. Puglia, 25 Giugno 2009).






