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Stiamo vivendo un momento particolarmente delicato sui mercati finanziari ma che si sta estendendo all’economia reale, chiamando tutti i soggetti, istituzioni politiche, imprese, lavoratori, cittadini, a scelte importanti e, forse, anche dolorose.
Ma se questo momento di crisi può essere percepito come improvviso, è l’economia e la società stesse che hanno subito, con accelerazioni e rallentamenti, profondetrasformazioni in questi ultimi decenni.
Anche il Veneto non è stato esente da questi cambiamenti.
Siamo cresciuti e diventati importanti con quello che è stato definito il “modello veneto di sviluppo”, che si differenzia da quello delle regioni del triangolo industriale, da quelle meridionali e, per specifiche caratteristiche, anche dalle regioniche costituiscono la cosiddetta “economia periferica”.
Lo sviluppo dell’economia diffusa nel Veneto, fatta di piccole imprese, distretti industriali e catene di fornitura distribuite sul territorio, si è rivelato associato in modo organico con caratteristiche specifiche della cultura e della tradizione veneta, rendendo spendibili sul mercato competitivo attuale caratteristiche storiche profondamente radicate nella popolazione. Esso ha assunto la solidità e la compattezza di un fenomeno durevole, dotato di un respiro che va oltre l’orizzonte del breve periodo. Il sistema produttivo ha infatti valorizzato, sul terreno economico, tratti socio-culturali che si sono mutati, col trascorrere del tempo, in fattori divantaggio competitivo:
il valore attribuito al lavoro e alla laboriosità , anche in condizioni faticose o stressanti; l’elevata propensione al risparmio; la forte valenza dei legami familiari e locali; la tendenza al fai-da-te, senza ricorrere
all’aiuto dello Stato o di strutture già organizzate; l’articolazione del territorio in una fitta trama di circuiti locali, densi di relazioni e di iniziative diverse.
Ed, ancora, una tecnologia flessibile; la specializzazione nei settori tradizionali labour intensive (tessile, abbigliamento, calzature, mobilio, alimentari, meccanico), produzione incentrata su beni di consumo, forte apertura verso i mercati esteri senza l’ausilio di proprie organizzazioni commerciali; massiccio ricorso
all’autofinanziamento; salari più bassi rispetto a quelli dell’area nord-occidentale; deboli tensioni sociali; forte presenza di famiglie allargate e proprietarie di piccoli poderi; omogeneità culturale e politica; continuità con i valori della tradizione; struttura urbana diffusa (policentrismo).
La piccola impresa e il legame sociale che la caratterizza sin dall’inizio (legame verso la famiglia, verso gli interlocutori locali, verso i fornitori e i clienti) hanno costituito un modello riconoscibile, destinato a Read more… »
Quale politica, e quali strumenti, la regione ha oggi in campo per accompagnare lo sviluppo dell’artigianato veneto?
E questa politica che tipo di impatto subisce e quali reazioni può produrre a fronte dell’attuale situazione economica prossima alla recessione e dagli effetti probabilmente lunghi?
L’impianto normativo e delle incentivazioni regionali per l’artigianato si è evoluto nel tempo in funzione di un progetto di sviluppo organico e coerente di tutto il sistema regionale e sotto la spinta dell’integrazione europea e dell’estensione della competitività interna e internazionale.
L’obiettivo della politica regionale rimane quello di rafforzare e valorizzare l’artigianato e le piccole imprese nella consapevolezza della diversità delle loro espressioni che tutte però devono essere sostenute in percorsi di qualificazione, modernizzazione, evoluzione, cambiamento.-
Ed in questi percorsi, necessari e a volte non indolori, la Regione vuole favorire e garantire una imprenditorialità :
agganciata all’innovazione, alle nuove tecnologie e ai circuiti della ricerca e dei mercati mondiali,
capace di qualificare attraverso la formazione le proprie capacità tecniche e organizzative,
attiva nel veicolare conoscenze e competenze,
aperta a realizzare forme di collaborazione e di reti con altre imprese,
partecipe della sostenibilità dello sviluppo, non come vincolo ma come mezzo per migliorare la qualità della vita (ambiente, energia, sicurezza, mobilità …)
fortemente legata al contesto di riferimento per contribuire alla ricchezza e alla coesione sociale e culturale del proprio territorio.
Tutto questo viene perseguito con una legislazione e con incentivazioni , di intensità diversa in relazione a delle priorità che meglio possono garantire risultati stabili: in particolare, le imprese artigiane hanno attualmente queste opportunità .
CREDITO AGEVOLATO
Si tratta di finanziamenti bancari e leasing finalizzati ad investimenti aziendali (fino a 300mila €) ed, in alcuni casi, anche ad acquisto di materia prima, consolidamento delle passività , capitalizzazione.
L’intervento agevolativo consiste nella riduzione degli interessi del prestito di circa il 50%.
Tre sono gli strumenti agevolativi:
1) ARTIGIANCASSA.
Negli ultimi 5 anni, questo prestito ha attivato oltre 700 milioni di investimenti, per oltre 13.000 imprese. La regione ha sempre attivato le risorse dell’agevolazione per un totale di circa 27 milioni di euro.
2) FONDI DI ROTAZIONE gestiti da VENETO SVILUPPO
E’ un Fondo di risorse regionali di 72 mil Read more… »
Il 6 Ottobre la Commissione europea ha adottato il Libro verde sulla coesione territoriale. Tale iniziativa è volta a stimolare un ampio dibattito pubblico fino al 28 febbraio 2009 per pervenire a una comprensione migliore e condivisa del concetto di coesione territoriale nonché delle sue implicazioni per le politiche dell’UE.
Questo Libro verde sostiene che la diversità territoriale dell’UE è un elemento fondamentale che può contribuire allo sviluppo sostenibile dell’UE nel suo insieme. Per trasformare questa diversità in un punto di forza, è necessario occuparsi della coesione territoriale concentrandosi su nuovi temi, su nuove relazioni che uniscano i territori dell’UE a differenti livelli territoriali, e su nuove forme di cooperazione, coordinamento e partnership. Questi sono gli argomenti principali del dibattito.
- Osservare la coesione da un punto di vista territoriale porta l’attenzione a temi quali lo sviluppo sostenibile e l’accesso ai servizi. Evidenzia inoltre che molte questioni non rispettano i confini amministrativi e potrebbero necessitare di una risposta coordinata da diverse regioni o paesi, mentre altre devono essere affrontate a livello locale o tra paesi vicini. In base all’esperienza dell’obiettivo di cooperazione territoriale europea è possibile iniziare una riflessione su come migliorare ulteriormente la cooperazione tra regioni all’interno dell’Unione e con le regioni confinanti.
- L’approccio territoriale integrato della politica sulla coesione è ideale per rispondere a questioni complesse e fortemente localizzate, quali lo sviluppo regionale, ma per massimizzare le sinergie è necessario un migliore coordinamento con le politiche settoriali. La coesione territoriale inoltre sottolinea il valore aggiunto del partenariato con una forte dimensione locale, che garantisce una progettazione e implementazione delle politiche basate sulle conoscenze locali.
Il libro è disponibile per il download qui sotto e nei prossimi giorni anche dalla casella di Box.net qui a fianco.
libro-verde-cooperazione-territoriale
10
Nov
Posted on 2008 under Bandi Europei, Politica, Sociale |
PROGRAMMA: YOUTH IN ACTION
Scadenza: 01/12/2008
PROGRAMMA:
TITOLO: YOUTH IN ACTION, azione 4.6 - Partenariati
STRUTTURA RESPONSABILE: EACEA - Agenzia esecutiva per Educazione, Cultura ed Audiovisivo
BENEFICIARI:
Enti pubblici locali o regionali oppure gli organismi operanti nel settore della gioventù a livello europeo (ENGO) con organizzazioni affiliate in almeno otto paesi del programma
DESCRIZIONE: il presente invito mira a consentire l’integrazione di tali progetti in un quadro strutturato, portato avanti da un ente pubblico o da un organismo di livello europeo.
I progetti integrati possono essere attuati direttamente dal beneficiario della sovvenzione oppure da altri enti sostenuti congiuntamente dal beneficiario e dall’Unione. Quest’approccio si inserisce in un processo di partenariato teso a garantire l’effetto moltiplicatore più ampio possibile alle azioni in favore della gioventù.
SCADENZA: 10/12/2008
NUOVO SITO PER I GEMELLAGGI EUROPEI
Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE) lancerà il prossimo 13 novembre un nuovo sito web multilingue sui gemellaggi.
Scopo principale del nuovo sito è quello di facilitare la ricerca di partner per i gemellaggi.
Il portale, oltre a rappresentare un utile strumento di informazione sui programmi di gemellaggio, conterrà un’apposita rubrica per avviare progetti di successo ed una banca dati dei gemellaggi di successo.
Da oggi parte una mia iniziativa per segnalarvi i bandi in scadenza, per vedere il prospetto schiacciate qui sopra “open publication,per saperne di più vi invito a vedere la sezione bandi del sito della regione veneto che trovate nei link qui a lato.