20 Jan 2010, 9:56am
Ambiente Attività Produttive Politica Sociale:
by giuliana

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  • Dal Consiglio tre mosse per la ripresa

    A cura del mio ufficio stampa

    Tre sono stati i progetti di legge approvati in questi giorni, piani che si sono tradotti in norme innovative per la Regione Veneto.
    Il riferimento è al pdl (progetto di legge) relativo agli Interventi per il sostegno alle organizzazioni del commercio equo e solidale e modifiche alla legge regionale 16 dicembre 1999, n. 55 “Interventi regionali per la promozione dei diritti umani, la cultura di pace, la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà”(pp.dd.l 191, 203 e 301). Un piano che nasce dall’accordo di diversi raggruppamenti politici che lo hanno approvato all’unanimità. Tra i firmatari dei progetti di legge c’è anche Giuliana Fontanella, presidente della III Commissione consiliare per le Attività Produttive, incaricata anche della relazione. Il nuovo provvedimento parte dalla considerazione di cosa si intenda per commercio equo e solidale, ovvero, un approccio alternativo al commercio convenzionale. In particolare promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente. Finalità ottenute attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione politica. Si tratta quindi di sottolineare la relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: dai produttori ai consumatori. Gli obiettivi che la legge, una volta entrata in vigore, si propone, riguardano diversi aspetti: migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone l’accesso al mercato, rafforzandone le organizzazioni, pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni commerciali. Promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati, specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo. Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento favorendo e stimolando nei consumatori un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo. Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto della dignità umana. Proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale, sicurezza economica. Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli economicamente sviluppati. Sostenere l’autosviluppo economico e sociale. Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori e promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.
    Grazie a questa legge la Giunta regionale potrà attuare una adeguata politica promozionale del commercio equo e solidale con sostegno finanziario a progetti culturali, di sensibilizzazione, di formazione, anche a livello scolastico, a sostegno e integrazione delle politiche di cooperazione decentrata, di valorizzazione sul mercato dei prodotti del commercio equo e solidale; potrà inoltre promuovere e sostenere annualmente una fiera del commercio equo e solidale ed anche una o più giornate del commercio equo e solidale, quale momento di incontro tra la comunità veneta e tale importante realtà.

    PDL 191 203 301 EQUO E SOLIDALE

    Il secondo provvedimento importante riguarda le “Norme per favorire la partecipazione dei lavoratori alla proprieta’ e alla gestione d’impresa”(pdl. 293). Progetto approvato all’unanimità. La possibilità della partecipazione dei lavoratori alla proprietà e quindi agli utili d’impresa è prevista dal nostro ordinamento, dagli articoli 46 e 47 della Costituzione e dall’articolo 2349 del Codice civile.
    Il coinvolgimento dei lavoratori nel capitale azionario o nella proprietà dell’impresa, ha bisogno sia di incentivi di ordine fiscale, sia di regole giuridiche certe e trasparenti.
    La disciplina, per essere ancor più incisiva, dovrebbe avere caratteristiche nazionali, ma le Regioni economicamente più dinamiche, come il Veneto, possono svolgere un ruolo di traino e di sperimentazione. La nostra regione si caratterizza anche per una grande presenza delle piccole e medie imprese che cercano forme innovative per competere su un mercato sempre più selettivo.
    Questa proposta di legge cerca di dare una risposta concreta ad un’esigenza, che appare in crescita da parte delle imprese, anche piccole e medie, di coinvolgere i propri dipendenti, non solo i manager ed i quadri direttivi, nella gestione dell’impresa, nella convinzione che la qualità dei prodotti e dei servizi cresce e si consolida grazie anche alla cura dei dettagli, sui quali tutti i lavoratori possono fattivamente contribuire. Un disegno di legge composto da 8 articoli. Il primo fissa il principio del sostegno regionale alla partecipazione dei lavoratori alla proprietà e gestione delle imprese. Il secondo stabilisce le tipologie dei lavoratori ed imprese interessati dalla norma, estendendo la possibilità di acquisire azioni o quote dell’impresa anche agli ex dipendenti ora a riposo, ai dipendenti a tempo determinato, ai soggetti che hanno prestato il proprio lavoro in esecuzione di un contratto di somministrazione ed ai collaboratori a progetto. Il terzo prevede le possibili agevolazioni a favore dei lavoratori che partecipano all’acquisto di quote dell’impresa. Invece l’articolo 4 stabilisce le ipotesi di agevolazioni a favore delle imprese che promuovono le iniziative. Il quinto disciplina le modalità di assegnazione dei benefici e il sesto autorizza la Giunta regionale a costituire o partecipare a società d’investimento. L’articolo 7 prevede che le agevolazioni alle imprese siano concesse nel rispetto della regola del “de minimis”. L’ultimo aspetto previsto è la parte finanziaria che calcola una spesa nel biennio 2010-2011 secondo una progressione che va dai 700.000 euro del 2010 a 1 milione di euro del 2011.

    PDL 293 SOSTEGNO ALLE IMPRESE

    Il terzo pdl approvato e relativo alle “Disposizioni in materia di autorizzazioni e incentivi per la realizzazione di impianti solari termici e fotovoltaici sul territorio della Regione del Veneto”.(pdl 65 e 310). La promozione delle energie pulite era stata indicata come prioritaria dalla Commissione Europea fin dal 1997, tanto che ha fissato l’obiettivo del raddoppio, entro il 2010, della quota di fonti energetiche rinnovabili e in seguito l’ha esteso all’intero consumo di energia. In base a questa formulazione il Ministro dello Sviluppo Economico provvederà a ripartire tra le Regioni la quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili. Per raggiungere tale obiettivo si deve incentivare la produzione energetica anche da fonte solare. L’energia fotovoltaica, fra l’altro, è una fonte inesauribile di energia pura, disponibile per tutti, prodotta nel punto di consumo e facilmente integrabile nel contesto urbano. Gli aspetti positivi di questa tecnologia la rendono molto interessante e l’unico inconveniente è rappresentato dal costo iniziale. Il principale costo è rappresentato dall’istruttoria di presentazione della dichiarazione di inizio attività (DIA) presso il Comune competente. Per questo motivo la proposta di legge prevede che, nel caso di impianti solari termici o fotovoltaici visivamente ben inseriti negli edifici, la funzione di informazione verso l’ente Comune, che la normativa attribuisce alla DIA, possa essere assolta da una semplice comunicazione. Altro punto importante del progetto di legge è l’istituzione di un fondo di rotazione per il sostegno alla realizzazione di impianti solari termici e fotovoltaici. Questo fondo è finalizzato alla concessione di contributi in conto interessi i cui beneficiari sono soggetti privati che non esercitano attività d’impresa, enti pubblici e organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS).

    PDL 65 – 310 FOTOVOLTAICI

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