Sociale sanità: alzheimer anziani arzignano formazione incontro Pinzauti servizi sociali Ulss
by giuliana
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Lunedì di formazione: ad Arzignano si parla di Alzheimer
Salone gremito a villa Brusarosco di Arzignano, per l’atteso appuntamento con i lunedì di Giuliana Fontanella. Lo scorso lunedì 2 marzo il tema ha riguardato “l’Ulss 5: i servizi al cittadino con particolare attenzione all’Alzheimer”. Relatrice, la dottoressa Antonella Pinzauti, direttore dei Servizi Sociali dell’Ulss 5.
Ad un pubblico particolarmente interessato alla tematica, la dottoressa ha introdotto con chiarezza, le varie potenzialità di cui l’Ulss dispone per l’assistenza e l’aiuto delle fasce deboli, in primis anziani e persone con disturbi quali l’Alzheimer.
“Si lavora per creare un’integrazione efficace tra le diverse unità all’interno del distretto- ha spiegato la dottoressa Pinzauti. Tutti gli interventi a livello territoriale vengono discussi e condivisi tra Ulss e conferenza dei sindaci. Molte volte intervengono altri enti interessati (scuole, case di riposo etc).
Una delle strategie più importanti per definire obiettivi ed interventi è il “Piano di Zona”, un documento in cui vengono raccolte azioni condivise da realizzare. “Non si tratta di idee, ma di azioni concrete e finanziate che si riflettono realmente sul territorio- ha sottolineato la relatrice. Il piano di zona è un punto di riferimento per la pianificazione e la programmazione, in cui compaiono programmi diversi per ambiti di intervento. Al suo interno sono inserite anche le risorse impiegate per la realizzazione degli interventi, con un’attenzione sempre maggiore rivolta agli anziani”.
Il distretto opera a livello tangibile con i punti salute disseminati in diverse zone del territorio. Essi contengono informazioni, risposte, aiuti all’utente. “Anche se siamo in presenza di un distretto unico, ci sono diversi sportelli all’interno del territorio dell’Ulss 5, collegati con i servizi sanitari di base (medici, pediatri, guardie mediche) per creare una rete interconnessa di competenze e di capacità di accogliere e supportare ogni necessità da parte dei cittadini- ha spiegato la dott.ssa Pinzauti. Nei servizi sanitari di base le persone possono trovare prestazioni ambulatoriali, prestazioni mediche ed infermieristiche. Nel rapporto con i medici, l’Ulss ha puntato negli ultimi anni a rafforzare la collaborazione, lavorando congiuntamente con un linguaggio condiviso e ottimizzando le risorse. Quando il cittadino si reca dal medico quest’ultimo conosce non solo il paziente, ma anche tutta la serie di servizi, potenzialità e possibilità che sono in atto per garantire nel migliore dei modi la cura e l’attenzione del soggetto che ha davanti. Nel distretto funzionano bene due punti di eccellenza in questo senso. Sono le Utap (Unità di assistenza territoriale primaria): una si trova a Brendola, l’altra a Chiampo, dove funzionano prestazioni ambultatoriali, prenotazioni di esami e visite, visite mediche e così via”.
I dati raccolti dall’Ulss parlano chiaro riguardo ai servizi offerti e alle esigenze del territorio, con una evidente necessità degli anziani. Nel 2007 la Regione Veneto ha erogato 500 milioni di euro per la fascia debole degli anziani, divisi in domiciliarità (assistenza a casa dei soggetti) e residenzialità (assistenza in case di riposo e strutture simili). In Regione sono 87mila gli anziani con assistenza domiciliare, e 24mila in residenzialità. L’Ulss 5 ha investito 60 milioni di euro in servizi sociali nel 2007, il 54% dei quali per anziani.
Le risposte alle necessità per quanto riguarda il settore domiciliare sono di diverso tipo: sociali e sanitarie. Gli anziani ricevono pasti a domicilio, igiene personale, bagni assistiti, altre cure della persona. Oltre a queste ci sono le assistenze di tipo sanitario, con il supporto di personale infermieristico e medico. Ci sono poi anche dei sostegni economici previsti per quelle famiglie in difficoltà che si trovano ad affrontare la gestione di un anziano non autosufficiente in casa. L’assegno può variare da 50 a 520 euro in base a delle specifiche graduatorie.
Un’altra forma di aiuto consiste nella teleassistenza, in cui all’anziano viene fornito un pulsante, collegato ad un centro o ad un punto di aiuto, che viene allertato nel momento del bisogno o dell’urgente necessità. molti servizi sono forniti grazie alla collaborazione effettiva tra Ulss e amministrazioni comunali. Altri interventi di sollievo riguardano i centri diurni, inseriti nelle case di riposo. Qui gli anziani possono trovare una risposta alle loro necessità, e le famiglie trovano un concreto appoggio. Sono le famiglie a portare alle strutture i soggetti, che oltre al pasto, possono trovare una serie di servizi. “Questa forma di aiuto è importante perché permette alle famiglie di tenere con sé il famigliare anziano con la garanzia della adeguate cure di cui necessita- ha spiegato la dott.ssa Pinzauti”. Assieme a queste forme, esiste anche la possibilità dell’assistenza temporanea, usato in particolari situazioni in cui la persona anziana in difficoltà viene inserita in strutture capaci di fornire accoglienza tra i 15 e i 60 giorni; e, non da ultimo, l’Ospedale di Comunità, esistente a Valdagno e Montecchio Maggiore, che nasce come risposta residenziale con periodo limitato per riabilitazione delle persone in fase post ospedaliera. A Valdagno la realtà territoriale si trova all’interno dell’ospedale stesso. A Montecchio ha trovato ubicazione nella casa di risposo “La Pieve”.
Nel 2008 l’assistenza domiciliare è cresciuta del 12% rispetto all’anno precedente, testimoniando la crescente necessità e la crescente capacità di risposta da parte dell’Ulss in favore delle fasce deboli del tessuto sociale. Le 13 case di riposo presenti nell’Ulss 5volgono una parte importante, non solo ospitando gli anziani, ma fornendo servizi assistenziali coordinati dall’Ulss. Per quanto riguarda i servizi per l’Alzheimer, a Montecchio c’è da sottolineare la presenza presso il centro Scalabrin, del nucleo Sapa, capace di una decina di posti unicamente destinati a questi pazienti. Il centro Cric (centro regionale per lo studio e la cura dell’invecchiamento celebrale) nel territorio dell’Ulss 5 consente di seguire e monitorare da vicino la problematica. “C’è stato un grande sforzo per preservare nella nostra zona questo centro- ha commentato in chiusura Giuliana Fontanella- un fondamentale centro diagnostico e un punto d’appoggio per i cittadini”.







