Proseguono gli incontri di informazione in Valchiampo, grazie alla cooperazione di un buon gruppo di donne.
Lunedì 10 novembre a Chiampo, in una sala della casa di riposo-Ipab “S.Antonio”, è stata affrontata l’interessante tematica dell’Alzheimer, con due nomi di eccellenza nel settore. Il professor Ferro Milone, e l’ingegner Gian Antonio Pozzato hanno portato le loro esperienze e le loro competenze illustrando in maniera accessibile a tutti l’abc di questa malattia.
La malattia dell’Alzheimer, come è noto, è una delle più diffuse nella nostra società . Ad Alzheimer va il merito di averla individuata nel 1907, studiando i sintomi di un’inspiegabile confusione di una donna, morta prematuramente a 50 anni.
In particolare sono stati approfonditi alcuni aspetti del morbo, che porta alla progressiva degenerazione neuronale. Ancora prima della comparsa della malattia esistono una serie di disfunzioni, che si possono manifestare all’esterno quando si dimentica una parola, un termine o un numero. In alcuni casi può essere un campanello d’allarme della presenza di un circuito che non funziona correttamente.
“La memoria è una funzione, forse la più importante del nostro cervello - ha spiegato il primario di neurologia, prof.Ferro Milone- perché ci conferisce un’identità . Riguardo all’Alzheimer questa può subire lievi alterazioni, come una debole insufficienza cognitiva, che può essere la porta di entrata di diversi tipi di demenza, come la capacità di riconoscere stimoli uditivi o visivi. In un’indagine del 2003-2004 effettuata su 600 soggetti del vicentino per testare le situazioni cognitive della popolazione è emerso che il 61% ha un cambiamento d’umore con il sopraggiungere della perdita di capacità cognitive”.
I fattori di rischio sono numerosi: riguardano proteine che trasportano i grassi, la mancanza di estrogeni in una donna, la riduzione del consumo di glucosio, lo stress, l’invecchiamento. E, fattore da non sottovalutare, con la perdita di memoria, si verifica quasi sempre un cambiamento d’umore che può sfociare anche in stato di depressione. Per debellare la malattia, in ogni caso, è importante giocare d’anticipo.
L’ingegnere Gian Antonio Pozzato è intervenuto parlando dell’invecchiamento e di come ci si deve relazionare con la propria età . Da sempre Pozzato si occupa del settore della biomedicina. In particolare segue e crea ex novo alcuni importanti progetti, e strumenti di precisione per la medicina e chirurgia. Con il Professor Ferro Milone collabora per mettere sul campo le esperienze e alleviare le difficoltà di centinaia di pazienti con disturbi neurologici.
“Sembra che la perdita di memoria avvenga non perché non memorizziamo le informazioni, ma perché ad un certo punto non sappiamo più dove andare a prendere le informazioni memorizzate- ha spiegato Pozzato. Importante è tenere la mente attiva. Se la mente rimane attiva si crea una scorta di sinapsi che riesce a contrastare l’Alzheimer. Il cervello allenato si protegge dal morbo: un cruciverba, o un gioco di concentrazione, imparare una canzone, possono aiutare”.
Questo ci consente di comprendere veramente quanti passi sono stati fatti, che cosa si sta facendo, e cosa si potrà fare anche in futuro nel campo medica, sia nelle cure che nella ricerca. Questa informazione ci consente anche di affrontare con più serenità quelli che possono essere in casi anche molto difficili, alcune situazioni particolari come il fenomeno dell’Alzheimer.









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