A Venezia ci sei tu

Quale politica, e quali strumenti, la regione ha oggi in campo per accompagnare lo sviluppo dell’artigianato veneto?
E questa politica che tipo di impatto subisce e quali reazioni può produrre a fronte dell’attuale situazione economica prossima alla recessione e dagli effetti probabilmente lunghi?
L’impianto normativo e delle incentivazioni regionali per l’artigianato si è evoluto nel tempo in funzione di un progetto di sviluppo organico e coerente di tutto il sistema regionale e sotto la spinta dell’integrazione europea e dell’estensione della competitività interna e internazionale.
L’obiettivo della politica regionale rimane quello di rafforzare e valorizzare l’artigianato e le piccole imprese nella consapevolezza della diversità delle loro espressioni che tutte però devono essere sostenute in percorsi di qualificazione, modernizzazione, evoluzione, cambiamento.-
Ed in questi percorsi, necessari e a volte non indolori, la Regione vuole favorire e garantire una imprenditorialità:
agganciata all’innovazione, alle nuove tecnologie e ai circuiti della ricerca e dei mercati mondiali,
capace di qualificare attraverso la formazione le proprie capacità tecniche e organizzative,
attiva nel veicolare conoscenze e competenze,
aperta a realizzare forme di collaborazione e di reti con altre imprese,
partecipe della sostenibilità dello sviluppo, non come vincolo ma come mezzo per migliorare la qualità della vita (ambiente, energia, sicurezza, mobilità…)
fortemente legata al contesto di riferimento per contribuire alla ricchezza e alla coesione sociale e culturale del proprio territorio.

Tutto questo viene perseguito con una legislazione e con incentivazioni , di intensità diversa in relazione a delle priorità che meglio possono garantire risultati stabili: in particolare, le imprese artigiane hanno attualmente queste opportunità.

CREDITO AGEVOLATO

Si tratta di finanziamenti bancari e leasing finalizzati ad investimenti aziendali (fino a 300mila €) ed, in alcuni casi, anche ad acquisto di materia prima, consolidamento delle passività, capitalizzazione.
L’intervento agevolativo consiste nella riduzione degli interessi del prestito di circa il 50%.

Tre sono gli strumenti agevolativi:
1) ARTIGIANCASSA.
Negli ultimi 5 anni, questo prestito ha attivato oltre 700 milioni di investimenti, per oltre 13.000 imprese. La regione ha sempre attivato le risorse dell’agevolazione per un totale di circa 27 milioni di euro.

2) FONDI DI ROTAZIONE gestiti da VENETO SVILUPPO
E’ un Fondo di risorse regionali di 72 milioni di euro, completamente utilizzato, e che si ripristina gradualmente ogni anno con il rimborso dei prestiti e con eventuali nuove risorse regionali.
Veneto Sviluppo gestisce anche un Fondo di rotazione di risorse europee per le imprese con sede nei comuni individuati (356): il fondo ha una dotazione di 60 milioni di euro.

3) PICCOLO CREDITO AGEVOLATO
A fronte di prestiti bancari di importo inferiore a 30 mila euro, la Regione partecipa con un contributo a fondo perduto corrispondente all’8% dell’ammontare del prestito.

Annualmente, il credito agevolato attraverso la Regione, consente alle imprese artigiane di attivare investimenti per 160 milioni di euro.

GARANZIE su credito attraverso i Confidi

I Confidi sono strutture cooperative/consortili, formate da imprese artigiane, che hanno lo scopo di favorire l’accesso al credito e di convenzionare i costi del credito bancario ottenuto.

Nella regione sono circa 100.000 i soci di Confidi.

Con questo sistema, fortemente radicato nella regione, i Confidi danno garanzie (normalmente del 50%) per quasi 800 milioni di euro corrispondenti a 1,5 miliardi di euro di credito concesso dalle banche all’artigianato.

La Regione annualmente apporta risorse (3-4 milioni) per rafforzare il patrimonio dei Confidi che ammonta a 130 milioni di euro.

Questo sistema, soprattutto in questa fase di restrizione del credito bancario, costituisce il mezzo più adatto e più credibile di tutela e di sostegno delle piccole imprese: per questo la Regione continua l’attività di consolidamento di queste strutture e sollecita questa scelta anche ad altre imprese.

Inoltre, in considerazione della situazione finanziaria che ha già spinto alcune banche ad azioni di restrizione verso le piccole imprese, la Regione ha attivato un INTERVENTO STRAORDINARIO 2008-2009, per accrescere il patrimonio dei Confidi allo scopo di innalzare la garanzia fino al 70% per far fronte a tutte quelle esigenze di liquidità che possono compromettere e/o rallentare l’attività delle imprese artigiane.

ALTRE OPPORTUNITA’

Altre leggi regionali prevedono interventi per le imprese artigiane, sottoforma di contributo in conto capitale per:
investimenti nel settore delle reti e dei servizi telematici
assistenza alla formazione e ai progetti di aggregazioni tra imprese
iniziative a tutela di marchi produttivi regionali
attività di promozione all’export tramite appositi consorzi

LA NORMATIVA REGIONALE

Contribuisce allo sviluppo dell’artigianato anche la normativa regionale rivolta a regolare alcuni mestieri che richiedono particolari competenze tecnico-professionali; la competenza regionale questa si esplicita soprattutto nelle attività artigianali che impattano con la tutela dei consumatori utenti in campo sanitario, ambientale, della sicurezza (servizi alla persona come acconciatori, estetisti….; qualità dei materiali nelle costruzioni edili, nell’impiantistica, nell’abbigliamento….): la normativa considera fattore di sviluppo la qualificazione delle attività acquisita attraverso l’esperienza e la continua formazione imprenditoriale.
Infine, a livello normativo e amministrativo si stanno favorendo strumenti che incoraggiano l’imprenditorialità, riducendo i tempi e i costi amministrativi per l’avvio e la gestione delle attività.

OPPORTUNITA’ PER PMI

Oltre alle opportunità riservate al settore artigiano, altre sono disponibili in leggi regionali e con risorse comunitarie che si rivolgono all’insieme delle Piccole Medie Imprese, di cui le imprese artigiane fanno parte e quindi possono utilizzare.
Queste opportunità vogliono sostenere lo sviluppo di fattori (innovazione, formazione, ricerca, cooperazione, ambiente, …) determinanti la competitività economica, e si sostanziano in contributi a fronte di progetti specifici che possono essere predisposti con l’assistenza delle associazioni di categoria.
Tali opportunità riguardano ad esempio:
il sostegno delle attività di ricerca, di sviluppo tecnologico, di diffusione delle conoscenze e delle innovazioni, favorendo e valorizzando l’apporto delle università e dei centri di ricerca e il loro collegamento con le imprese;
l’incentivazione di attività formative, con metodologie innovative, per gli imprenditori e per i loro dipendenti, volte a sviluppare conoscenze e competenze nuove e adeguate ai mutamenti del sistema produttivo
investimenti materiali e immateriali presentati da distretti produttivi
investimenti materiali e immateriali presentati da aggregazioni di almeno 9 imprese, per superare il vincolo dimensionale e raggiungere una maggiore capacità competitiva, sia a livello produttivo che strategico
avvio e investimenti di imprese giovanili e a prevalenza femminile
il sostegno per l’accesso a servizi di promozione di produzioni tipiche, di assistenza sui mercati internazionali, di sviluppo dei sistemi di qualità aziendali

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