Durante il nostro piccolo viaggio attraverso il web per capire come viene affronatata la questione della disabilità all’estero, mi sono imbattuta in un articolo riguardo Best Buddies International una associazione non profit fondata nel 1989 nientemeno che da Antony Kennedy, ultimo rampollo della famiglia più famosa degli Stati Uniti, la cui madre Eunice è stata la prima organizzatrice delle Olimpiadi per disabili.
Un ottimo biglietto da visita per un sistema di aiuto semplice quanto efficace: si tratta infatti di affiancare ai disabili mentali un
“amico” che ne sviluppi le capacità di relazione one-to-one. Al momento Best Buddies si occupa di questo per 350mila disabili negli Stati Uniti e in altri 40 Paesi del mondo e molto presto arriverà anche in Italia.
Nell’intervista che ho letto mi ha particolamente interessato la testimonianza del fondatore il quale diceva testuali parole:
D:-Lei è stato “buddy” di qualcuno?
R:-Certo di parecchie persone:il primo ragazzo lo frequentavo al College, all’inizio viveva da solo con i genitori,chiuso in casa: ora è sposato , ha due figli e conoduce una vita indipendente.
D:-Un bel successo..
R:-Ed è solo un esempio.La gente ha una percezione sbagliata dell’infermità mentale:con un piccolo aiuto i disabili possoo perfettamente integrarsi nella societÃ
D:-Chi sono i suoi amici di oggi?
R:-Ne ho parecchi con cui mi incontro regolarmente. Uno abita qui a Miami. Anche lui viveva segregato in casa: ora, dopo il nostro aiuto, lavora in un hotel ed è diventato testimonial dellassociazione…
(foto di jellybellycycling)










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