14 Jul
Report:La condizione delle famiglie con una persona disabile a carico(1/2)
Posted on 2008 under Sociale |Oggi vi propongo il Report che rientra nel progetto “Ore di sollievo” , iniziativa promossa dal CSV Provincia di Vicenza e Associazione Gruppo dell’Amicizia in collaborazione con Equipe Etere - Job Mosaico coop. soc.
Per questioni di spazio che occupano i numerosi grafici qui presenti,dividerò il post in due tranche tra oggi e domani. Per vedere le cifre ingrandite basta cliccare sulle immagini. L’indagine si è svolta in due fasi: una prima di interviste a famiglie e operatori sociosanitari in modo da strutturare il questionario per le famiglie target. Nella seconda fase una ricerca delle famiglie per l’indagine; della settantina selezionate, sono stati raccolti 36 questionari compilati, sulla cui base sono stati elaborati i dati qui riportati.
Obiettivi dell’indagine:
Conoscere la situazione delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità . Informazioni sulla gestione della vita famigliare, sui rapporti tra famiglia e reti sociali, parentali, di vicinato e con le istituzioni pubbliche.
Profilo degli intervistati:
36 questionari compilati. La distribuzione delle provenienze che vedetene grafico qui sotto è da dividersi tra i paesi di Arzignano, Chiampo, Nogarole Vicentino e Cornedo Vicentino.
La maggior parte degli intervistati vive nell’attuale comune da oltre 40 anni, molti da tutta una vita. Si nota che una percentuale rilevante (il 20%), tuttavia, vive nell’attuale comune di residenza da oltre 10 anni ma da meno di 20
Oltre il 50% dei nuclei familiari considerati è composto da almeno 4 persone, I casi di nuclei composti solo da 2 persone (la persona disabile e chi se ne prende cura) sono,comunque, l’11%.
L’età media è di 53 anni, mentre quella delle persone disabili è di 25. Dall’indagne risulta che nel 44,1% dei casi, all’interno delle famiglie, un solo componente percepisce un reddito, sempre nel 44,1% dei casi abbiamo 2 persone che percepiscono un reddito, solo l’11,8% presenta 3 portatori di reddito.
Profilo delle persone disabili:
Sono 4 gli elementi presi in considerazione per la valutazione delle tipologie: se è autonomo nei movimenti nella propria abitazione, se si veste e si lava da solo, se può essere lasciato da solo in casa per almeno un’ora e se è in grado di mangiare senza aiuti. L’85% delle persone disabili si mouve autonomamente in casa, il 55,9% si veste e si lava senza aiuti, il 60% può essere lasciato solo per almeno un’ora e l’82% mangia in maniera autonoma.
Le forme di aiuto e di sostegno:
Più di 3/4 dei disabili percepisce l’indennaità di accompagnamento. Il 65,5% percepisce l’assegno di invalidità . Quasi la metà delle famiglie usufruiscono, inoltre di altri tipi di aiuto come il sostegno scolastico e l’inserimento pomeridiano.
Gli aiuti di tipo non economico,cioè dalle reti sociali presenti attorno alla famiglia, sono da dividere in parentali e amici/vicinato. Il 39,4% ha aiuto da parenti esterni al nucleo famigliare, il 60,6% ha dichiarato di non ricevere alcun iuto da parenti. Inoltre del 39,4% che dice di riceve aiuti da parenti, la metà circa (46,7%) dichiara che questo aiuto non supera le 4 ore al mese. Quindi, sul totale delle famiglie intervistate meno del 5% quindi è aiutato nella gestione della casa o nella cura della persona disabile per almeno 8 ore la settimana. Ancora più bassa è la percentuale di chi riceve aiuti da vicini e amici, solo il 17,1%. In entrambi i casi,che siano parenti, amici o vicini di casa,il tipo di aiuto che viene fornito è per lo più legato al tempo libero, alla compagnia e alle attività ricreative, asieme all’aiuto per commissioni varie.
I servizi pubblici:
Assistenti sociali, psicologi(o psichiatri)di base e il medico di base. Per ognuna è stato chiesto di assegnare un punteggio da uno a 10 a seconda di quanto si fosse d’accordo (1=per nulla /10=completamente) rispetto a singole affermazioni riguardanti il tipo di relazione con ciascun professionista.
Come appare dai grafici, la soddsfazione rispetto ai servizi pubblici si muove dal 4,93 al 7,77. Questa valutazione ha un campo di varibilità alto e va tenuto presente che molti degli intervistati hanno dichiarato di aver avuto relazioni con i servizi pubblici solo in occasione di determinati eventi (inserimento in struttura, assegnazione di sostegno scolastico, riconoscimento dell’invalidità ecc.)La valutazioni date quindi si riferiscono probabilmente a quanto vissuto in determinate situazioni, già di per se stressanti, e non a dellerealzioni durature. E’ evidente comunque che l’assistente sociale e il medico di base sono le figure che riscuotono maggiore fiducia.
Indagine svolta dalla cooperativa JOB MOSAICO di Caldogno.
Continua (e finisce ) domani…











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