8 Jul
La sicurezza nei cantieri, più formazione, meno repressione.
Posted on 2008 under Attività Produttive, Incontri, Sociale |
Ieri sera (Lunedi 7 Luglio) ho avuto modo di partecipare ad un dibattito a Valdagno presso la sala Marzottini per un dibattito sul nuovo testo unico riguardo la sicurezza nei cantieri. Per prima cosa pubblico il testo diffuso dal Comparto Edile della Valle dell’Agno, integrale, senza interpolazioni nè tagli. Alla fine del loro intervento vedrò di cominciare un primo passo per una risposta concreta.
“LA SICUREZZA NEI CANTIERI
PIU’ FORMAZIONE MENO REPRESSIONE
Le sempre maggiori responsabilità civili e penali dell’imprenditore, l’inasprimento delle sanzioni e delle pene, ci impongono una profonda e responsabile riflessione. Il continuo aumento di nuovi obblighi burocratici, mossi più da necessità di cassa, che da fondamento logico, la preoccupante e pressante propaganda denigratoria nei confronti dell’imprenditore, quale fosse un delinquente o ancor peggio un assassino che sembra si diverta a veder morire delle persone sul lavoro(spesso lui o suoi figli), hanno contribuito a creare un quadro e un clima di scontro di vera discriminazione fra i Sinadacati, Istituti di vigilanza e Imprenditore.
Siamo profondamente convinti che questo clima pesante e difficil non porti da nessuna parte, anzi porti solo contrasti e contenziosi giudiziari dagli esiti scontati.
Riteniamo che lo strumento più efficace sia una corretta e vera FORMAZIONE professionale. Quel processo di irrinunciabile ricerca verso un vero e reale freno agli incidenti sul lavoro, passa attraverso la formazione professionale e la capacità di valutare il pericolo, componenti che formano la vera Cultura del Lavoro. Il cantiere è stato e sempre sarà un ambiente pericoloso che richiede specifiche conoscenze e attenzioni.
In quest’ottica formativa riteniamo indispensabile il potenziamento delle scuole edili professionali certificate e riconosciute, che operino in collaborazione con imprese preparate e qualificate si rende necessario l’istituzione di una nuova figura professionale “l’Operatore Edile” dalle diverse specializzazioni (operatore di macchine edili, muratori, carpentieri, ferraioli ecc.).
E’ troppo facile e comodo scaricare la responsabilità della formazione sulle spalle dell’impresa.
La formazione è di competenza delle istituzioni preposte..No!!Dell’impresa. La formazione non si fa con corsi improvvisati, frutto solo di speculazioni di interessi per dividersi i fondo messi a disposizione, ma con scuole profesionali riconosciute e regolari.
Gli attuali corsi di apprendistato sono una vera vergogna per tutti, vanno completamente modificati.
La sicurezza passa anche sui requisiti e le conoscenze dell’imprenditore.
BASTA CON LE IMPRESE DI GIORNATA!!!! prive delle men che minime conoscenze tecniche e normaive sulla sicurezza, sulla salvaguardia ambientale e fiscale. Prive di una loro sede legale dove poter rintracciare documenti o riferimenti contabili.
BASTA tenere le documentazioni contabili (registri vari)sui furgoni o sugli autocarri nelle baracche come fossero uffici ambulanti(come richiestoci dagli ispettori preposti ai controlli).
Occorrono controlli più mirati, non a penalizzare le imprese serie e infrastrutturate, che operano nel rispetto delle regole, bensì quelle fantasma, senza nessuna copertura prive di ogni riferimento.
Chiediamo venga varata una normativa che determini i requisiti essenziali per poter aprire una attività edile in particolare quando vi sono dei dipendenti.(Conoscenze tecniche, di sicurezza, di salvaguardia ambientale, di pronto soccorso, fiscale ecc.)
Il cantiere edile è di per se un ambiente pericoloso, che richiede conoscenze e specializzazioni.
Essendo l’attività edilizia di cantiere una attività a rischio connaturale, si propone venga istituito un certificato di idoneità tecnica all’esercizio dell’attività edile(individuare requisiti).
Istituire un codice etico professionale che stabilisca linee guida sui rapporti fra organi di vigilanza e imprese, basato su reciproco rispetto e di attiva collaborazione.
In fine si auspica che nel condiviso obbiettivo di garantire una sempre maggiore attenzione e impegno a ridurre gli infortuni sul lavoro, nasca una reciproca collaborazione evitando difficili e spiacevoli situazioni di strumentale discriminazione dai metodi arroganti e repressivi.
Se si vogliono far chiudere le imprese facendo di tutta un’erba un fascio siamo sulla strada giusta.
Certi di essere compresi in queste nostre motivate richieste e auspicando un sollecito quanto cortese riscontro distintamente salutiamo.
Le imprese del Comparto Edile della
Valle dell’Agno”
Accolgo questo appello, il punto di fondo che condivido e che ritengo importante sta nel concetto che sì è importante sanzionare i comportamenti irregolari(soprattutto tenendo conto che quotidianamente ci sono in gioco delle vite umane), ma è dall’educazione alla sicurezza che si deve partire, un incidente non deve essere solo punito, deve essere EVITATO in partenza. Facendo delle ricerche sono in molti al lamentarsi del nuovo testo unico trovato per lo più come un accorpamento delle leggi preesistenti in cui non è ben chiara una linea di azione che dia delle norme precise cui attenersi LETTERALMENTE(non ritengo che le imprese debbano “interpretare” le leggi, le devono SEGUIRE, e quindi è necessaria la chiarezza inequivocabile). Esistono in Veneto delle sperimentazioni al riguardo, con la creazione di un portale www.safetynet.it cui è collegato anche www.prevenzionecantieri.it e,come abbiamo visto in un articolo precedente, nelle attività di formazione per i lavoratori immigrati(dipendenti e imprenditori) è prevista un’accurata attività di formazione per la sicurezza sul lavoro. Cionostante si può fare ancora molto: è necessario che si trovino allo stesso tavolo Associazioni di Categoria, l’Assesorato regionale e lo SPISAL(Servizi per la Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) in modo da creare un protocollo per far partire prima possibile un Accordo di Programma per dare direttive omogenee alle istituzioni e in questo modo fare sì che le aziende possano usufruire di formazione qualificata e allo stesso tempo sin dall’immediato, possano applicare il testo unico sulla sicurezza con la garanzia di sicurezza e legalità .
(foto di PJ Hudson)










Leave a comment