6 Jun
“Come cambia la vita delle donne”;uno studio statistico sul lavoro femminile
Posted on 2008 under Attività Produttive, Bandi, Finanziamenti e Contributi, Incontri |
Oggi vi presento degli estratti da uno studio esposto il 3 Guigno 2008 al Convegno Confartigianato Donne Impresa:
Descrizione sintetica della situazione (basata sularicerca Istat/ ministero per le pari opportunità : “COME CAMBIA LA VITA DELLE DONNE” pubblicata nel 2004, che considera il decennio 1993-2003.
(…)Nell’arco degli ultimi dieci ani l’occupazione femminile è cresciuta molto più di quella maschile. Le donne svolgono tutte le tipologie di lavoro.(…)La ricerca dimostra come sia migliorata, rispetto al 1993, la posizione delle donne, perchè aumentano le imprenditrici, le dirigenti e le occupate con posizione di direttivo o quadro.
I tassi di incremento delle donne nelle posizioni apicali di autonomi e dipendenti sono più alti di quelli degli uomini nello stesso periodo.
Il numero delle imprenditrici nel decennio considerato si è quasi triplicato in termini assoluti. Nel 1993 su 100 imprenditori le donne erano 15, nel 2003 22.
La crescita del numero delle imprenditrici è comune a tutte le zone del paese, anche se più consistente al Centro-Nord.
IL numero delle libere professioniste è più che raddoppiato passando da 120.000 nel 1993(19% del totale dei liberi professionisti) a 228.000 nel 2003(26% del totale).
Tra gli occupati indipendenti, dunque, la struttura del lavoro femminile si è avvicinata a quella maschile, anche se le donne rimangono sottorappresentate tra gli imprenditori e i liberi professionisti(22% e 26% rispettivamente).
Il carico del lavoro familiareincide sulla presenza femminile nei livelli più alti.(…)
Le donne cioè riescono ad avere una posizione più vicina agli uomini solo se non hnno carichi familiari (single 18% delle donne e 22% uomini).(…)
PROBLEMI E SUGGERIMENTI
Spesso le donne che svolono un’attivtà autonoma affrontano gravi difficoltà nella gestione del proprio lavoro e della propria famiglia. Esiste un disagio causato dalla mancanza di strumenti volti a sostenere le imprendtrici che decidono di diventare mamme.
E’ necessario individuare strumenti finanziari efficaci per sostenere le imprenditrici nei momenti di ssenza forzata.(…)
AZIONI POSITIVE
C’è una legge nata per aiutare le imprenditrici a conciliare la loro vita personal con quella professionale in modo particolare ne delicato periodo della maternità . E’ la legge 8 Marzo 2000 n° 53 (”Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità , per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città ), che all’articolo 9 lettera e, si rivolge anche alle imprenditrici, lavoratrici autonome, libere professioniste, lavoratrici a progetto, le quali possono presentare “progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo”(…)
La legge Regionale 20 Gennaio 2000, n 1. (”Interventi per la promozione di nuove imprese e di innovazione dell’imprenditoria femminile”) (…) Il fine generale i questa legge regionale è promuovere e consolidare il lavoro femminile e consentire una sua qualificata presenza sul mercato attraverso la promozione e il sostegno dell’imprenditoria femminile (specialmente nei settori innovativi); favorendo la diversificazione delle scelte professionali delle donne (specialmente attraverso la formazione professionale e l’accesso al lavoro autonomo e la qualificazione professionale delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici).(…)
Da ricordare, infine, l’articolo 32 del PDL n° 205 “Disposizioni in materia di lavoro e marcato del lavoro” che si occupa, nello specifico, delle politiche per le pari opportunità e di conciliazione tra tempi di lavoro e di cura. (…)









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