A Venezia ci sei tu

Permettetemi oggi una riflessione sulla situazione politica italiana, non ho intenzione di lanciare invettive, ma neppure sento di dover tacere su quanto sta accadendo.

Intendetemi,non mi interessa commentare il “caso-Mastella”, già altri si saranno espressi, si tratta per me di un baillame mediatico concentrato su di un unico personaggio, per creare un capro espiatorio per chi da un anno ormai è sotto perenne processo: l’intera classe politica. Con questo non minimizzo l’accaduto e da cittadina desidero come tutti chiarezza e pene dovute a chi compie un reato.

Ma il problema per me è profondo e coinvolge trasversalmente tutta la nazione.

Tutto il 2007 è stato caratterizzato dalle contestazioni, e il 2008 è iniziato sotto lo stesso segno; ma guardiamo le cose sotto un punto di vista il più obbiettivo possibile: non si tratta solo di facinorosi o dei “no Global”,  si tratta per lo più di gente comune, che magari fino a qualche anno fa aveva la sensazione di avere una classe politica inadeguata, ma non trovava le parole per esprimere il proprio disagio. L’avvento di internet, e soprattutto dei luoghi di discussione “virtuale” (come questo blog), ha permesso la formazione di tante piccole nicchie di opinione, ciascuna caratterizzata da una propria visione del mondo, slegata dai vincoli del’informazione mediatica classica. La rivoluzione sta tutta lì, nella possibilità di comunicare. Nella politica il trasmettere un ideale è stato sempre il punto strategico di ogni campagna elettorale; i messaggi devono essere semplici e d’impatto e chi possiede i migliori mezzi per diffondere in maniera semplice ed efficace il proprio pensiero ha in mano la vittoria. Ma che succede se non si ha più in mano IL mezzo di comunicazione più forte, e soprattutto, che succede se l’informazione trova finalmente il modo per non essere più controllabile? Cercheremo di darmi e darvi una risposta.

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