A Venezia ci sei tu

Da Il Giornale di Vicenza di ieri, domenica 7 febbraio, un’intervista al ministro Claudio Scajola sui temi che più ci interessano, con un particolare riferimento positivo al mio operato alla commissione Attività produttive della Regione.

di Gian Marco Mancassola

ScajolaNucleare, Fiat e Termini Imerese, crisi economica e ammortizzatori sociali, internet, il fotovoltaico e la crisi energetica. È l’agenda politica di un giorno solo nella vita di Claudio Scajola, ministro allo Sviluppo economico, protagonista venerdì davanti a telecamere e flash sui tavoli più caldi dell’economia italiana. È l’uomo del momento, al centro dei riflettori in un anno come questo 2010 che non promette rose e fiori dopo un 2009 che è stato definito “annus horribilis”.
Uno dei temi più caldi degli ultimi mesi tra economia e ambiente è il rilancio del nucleare in Italia, per il quale sono previsti 30 miliardi di euro di investimenti. Alcune tra le più importanti imprese candidate a far parte della partita sono vicentine. La ripresa passa anche da qui?
L’energia è uno dei grandi problemi del Paese. Importiamo l’85% dell’energia che consumiamo, la paghiamo il 30%in più degli altri Paesi europei e utilizziamo soprattutto fonti fossili (gas, olioecarbone) che sono le più inquinanti.
Come siamo arrivati a questa situazione di difficoltà?
Questo – risponde il ministro Claudio Scajola – è il risultato dell’assenza di politica energetica degli ultimi decenni e dello sciagurato referendum del 1987 che cancellò il nucleare. Il Governo Berlusconi sta correndo ai ripari con una politica energetica che si propone di modificare il mix elettrico: il nostro obbiettivo è scendere dall’85 al 50% nell’utilizzo di fonti fossili e produrre il restante 50% in parti uguali con fonti rinnovabili e centrali nucleari. Per fortuna abbiamo ancora molte società impiantistiche, come quelle vicentine, che possono sostenere il Paese in questo percorso.
Si è parlato di possibili siti nel Veneto per la realizzazione di questi impianti. C’è una mappa dei siti e quanti impianti sono previsti?
In questa fase stiamo individuando i criteri ambientali, geologici, urbanistici, economici e sociali che dovranno avere i territori per poter ospitare una centrale. Quando avremo definito i criteri saranno le imprese energetiche a proporre di costruire una centrale individuando il sito più adatto.
Il Veneto sarà coinvolto? Ci saranno consultazioni popolari per arrivare alla decisione?
L’autorizzazione spetterà al Governo, ma sarà ampiamente condivisa con gli enti territoriali. Le popolazioni saranno informate e potranno partecipare ad ogni fase del processo autorizzativo, come avviene ad esempio come la Francia. Non è dunque possibile sapere oggi se ci saranno richieste per costruire una centrale in Veneto.
In molte regioni affiora il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Cosa ancora non funziona nella creazione di una efficace rete di moderni impianti di termovalorizzazione in Italia?
Dobbiamo aumentare la raccolta differenziata perché non tutti i rifiuti possono essere bruciati. Ma certo questa è la soluzione migliore, perché consente anche di produrre energia elettrica.
La crisi economica in Veneto è costata 2 miliardi di euro spesi per gli ammortizzatori sociali. Vicenza è la provincia veneta che ne ha utilizzati di più. È un segnale del tramonto del Nordest?
Conosco abbastanza bene la situazione di Vicenza: la presidente della commissione Attività produttive della Regione, Giuliana Fontanella, che è molto attiva e competente e con la quale ho un rapporto molto stretto, me ne parla spesso. Di Vicenza è uno dei miei collaboratori diretti, Matteo Tosetto, e il mio consigliere politico, l’on. Andrea Orsini, è stato parlamentare a Vicenza per diversi anni. So bene quindi che nel tessuto produttivo del Vicentino ci sono problemi seri, in vari settori, dall’orafo alla concia. Sono questioni che non sottovaluto affatto, e che anzi il Governo e il mio ministero stanno seguendo con particolare attenzione. Posso però dire che gli ammortizzatori sociali sono più intensi dove c’è maggiore industrializzazione, dunque non deve sorprendere che Vicenza ne stia facendo largo uso. Non è dunque un segnale del tramonto del Nordest e del Vicentino, ma semmai della sua forza e delle potenzialità del vostro territorio.
Quello veneto è un tessuto produttivo costruito sulla fortuna delle piccole e medie imprese: il rilancio dell’economia può ripartire da questa formula o il futuro è l’aggregazione delle forze?
L’Italia ha retto meglio alla crisi anche per la flessibilità e l’adattabilità della sue piccole e medie imprese che non hanno smesso di investire e innovare. Ma bisogna riconoscere che nel nuovo scenario globale, dove la crescita sarà trainata da Paesi lontani come Cina, India e Brasile ci vorranno forme di aggregazione. Per questo nella Legge Sviluppo da me presentata, che è stata approvata a metà agosto, abbiamo inserito il “contratto di rete d’impresa” per agevolare l’aggregazione di piccole imprese che senza rinunciare alla propria identità si mettono assieme per innovare e internazionalizzarsi.
Per molte Pmi gli ammortizzatori non sono applicabili. Non c’è il rischio che sia stata sottostimata la crisi occupazionale e che siano quindi sottodimensionate le risorse per gli ammortizzatori sociali?
Il Governo ha agito subito con decisione aumentando di 9 miliardi gli ammortizzatori sociali, che sono stati estesi anche alle imprese minori: nel 2009 abbiamo utilizzato solo 2 dei 9 miliardi aggiuntivi. Negli ultimi mesi l’Inps ha segnalato un rallentamento del ricorso alla Cassa integrazione per cui sono certo che i fondi saranno più che sufficienti.
Uno degli ingranaggi che si è inceppato nell’ultimo anno è l’erogazione del credito da parte del sistema bancario. Senza rischio ci può essere impresa?
Senza rischio non ci può essere impresa, ma anche le banche sono imprese e anche loro devono stare attente a non prendere rischi eccessivi. Per questo il Governo è intervenuto subito per sostenere il credito. Abbiamo rifinanziato il Fondo di garanzia per le Pmi e l’abbiamo esteso agli artigiani e ai trasporti. Ha funzionato bene: nel 2009 abbiamo garantito il credito di 24 mila imprese, quasi il doppio in più rispetto al 2008.
Rincari dei carburanti: è il preludio all’esplosione dell’inflazione come vaticinato da molti economisti?
Nel 2009 abbiamo avuto l’inflazione più bassa degli ultimi 50 anni a causa della crisi. Tutti speriamo in una ripresa forte, che però comporterà inevitabilmente una ripresa dei prezzi, a cominciare da quelli delle materie prime. Il petrolio era arrivato a 154 dollari al barile nel luglio 2008, poi era precipitato a 30 dollari e oggi è tornato a 70-80 dollari. Il Governo è impegnato a ridurre al minimo l’aumento dell’inflazione per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini.
Esclude una soluzione italiana per tenere in vita la produzione di auto a Termini Imerese?
Non escludo nulla. Resto convinto che Termini Imerese vada salvaguardata. Stiamo esaminando una serie di progetti. E sono certo che anche la Fiat non farà mancare il proprio contributo per rilanciare il polo industriale siciliano.
Decreto sugli incentivi e moratoria delle bollette per l’industria: c’è copertura economica? Dove pensate di andare a pescare i fondi necessari?
Stiamo valutando in questi giorni se prorogare gli incentivi che sono provvedimenti di emergenza e alla lunga distorcono il mercato. Nei prossimi giorni incontrerò in Spagna i ministri europei dell’Industria per capire come si stanno orientando gli altri Paesi europei. Dopo di che decideremo. In ogni caso, se li rifaremo, gli incentivi saranno più limitati nell’entità e nel tempo.
Al governatore veneto Giancarlo Galan è stato promesso un ministero e si dice che potrebbe essere proprio alle attività produttive. Cosa c’è di vero? Sente il fiato sul collo?
Non mi risulta nulla. Galan è stato un ottimo presidente del Veneto e se lo vorrà sarà un ottimo ministro. Io ho cominciato un lavoro che spero di poter proseguire. Ma le decisioni in questo campo spettano a Berlusconi.
Noi politici siamo tutti precari.

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Per garantire l’efficacia e la corretta attuazione dei Programmi Operativi FESR e FSE 2007-2013, sono state individuate le tre Autorità responsabili: l’Autorità di Gestione (AdG), l’Autorità di Audit (AdA) e l’Autorità di Certificazione (AdC), quest’ultima presso la Segreteria Regionale al Bilancio e Finanza.
In particolare, l’AdG è chiamata a garantire una serie di funzioni e di attività specifiche e, in supporto alle norme regolamentari alle quali deve attenersi, ha elaborato un documento denominato “Sistemi di gestione e di controllo”. In esso sono state delineate le procedure da applicarsi per entrambi i Programmi operativi, i ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti e indicate tutte le informazioni utili a descrivere il sistema di gestione e controllo degli interventi da realizzarsi.
Entrambi i “Sistemi di gestione e controllo” dei POR FESR e del POR FSE, stabiliscono inoltre l’adozione di un apposito “Manuale delle Procedure” che formalizzi norme, pratiche e procedure da seguirsi per la certificazione di spesa, e a completamento dei manuali si è provveduto anche a predisporre la “Pista di controllo dell’Autorità di Certificazione” comune ad entrambi i Programmi operativi. La Giunta Regionale ha dunque infine approvato il “Manuale delle procedure dell’Autorità di Certificazione del POR Veneto FESR”, il “Manuale delle procedure dell’Autorità di Certificazione del POR Veneto FSE” e la “Pista di controllo dell’Autorità di Certificazione”.
I documenti negli allegati A, B e C.

057_DGR                         057_AllegatoA

057_AllegatoB                057_AllegatoC

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La Regione Veneto, al fine di contenere gli effetti negativi della crisi economica su imprese e famiglie, a settembre dello scorso anno ha adottato due “Piani straordinari di interventi finanziari regionali anticrisi” di cui il primo prevedeva l’introduzione di maggiore liquidità di cassa, e il secondo la cessione pro soluto dei crediti per forniture, servizi e appalti.
Provvedimenti che rappresentano un’iniezione di liquidità per sostenere le famiglie colpite dagli effetti negativi conseguenti a situazioni di perdita del posto di lavoro e le imprese alle prese con situazioni di difficoltà dovute soprattutto a ritardi nei pagamenti da parte dei debitori commerciali.
Si è poi verificata la possibilità di disporre di risorse aggiuntive di cassa per circa 34 milioni di euro. Quindi, viste le richieste di aumento della disponibilità degli stanziamenti di cassa pervenute dalle Strutture regionali alla Direzione Ragioneria e Tributi, la Giunta Regionale ha deciso di apportare al bilancio di previsione 2009 le variazioni secondo quanto riportato dall’allegato A.

051_DGR                      051_AllegatoA

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Invito

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Dal 2002 la Giunta ha istituito un Fondo regionale di garanzia e controgaranzia gestito da Veneto Sviluppo SpA e finalizzato a garantire i finanziamenti agevolati concessi dalle banche nell’interesse delle piccole e medie imprese turistiche.
Da allora, sono state essenzialmente tre le direzioni in cui la Regione ha cercato di incentivare il settore del turismo, e cioè l’istituzione un nuovo Fondo di rotazione destinato alle PMI del settore, con l’obiettivo di sviluppare dei servizi integrati; un rinnovato Fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito alle PMI; interventi di partecipazione all’attività delle società del settore turismo. Nel 2009 la Giunta ha deliberato a proposito del Fondo di rotazione e degli interventi partecipativi; tocca ora dunque fare il punto della situazione per quanto riguarda il Fondo di garanzia. Con questa delibera si apportano infatti alcune novità, come l’aggiornamento dei soggetti beneficiari, delle tipologie di intervento, degli importi e
della durata delle garanzie; ci si propone anche di agevolare le imprese turistiche presenti nell’area montana e favorire l’aggregazione tra imprese e l’imprenditoria giovanile. A Veneto Sviluppo SpA verrà riconosciuto annualmente il diritto di commissione per l’attività finanziaria complessivamente svolta per la gestione del Fondo di garanzia.
Tutti i dettagli nel’allegato A “Nuove disposizioni generali di applicazione del Fondo regionale di garanzia e controgaranzia”.

027_DGR                          027_AllegatoA

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